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Festeggiati i 10 anni di Pasta Zara a Muggia. In Vista Nuove Assunzioni

Festeggiati oggi i 10 anni di Pasta Zara a Muggia.Furio Bragagnolo Presidente di Pasta Zara così si è espresso durante il suo discorso: “Siamo qui per festeggiare una scommessa vinta, ma anche per rilanciarne un’altra. Perché vogliamo continuare...

Festeggiati oggi i 10 anni di Pasta Zara a Muggia.
Furio Bragagnolo Presidente di Pasta Zara così si è espresso durante il suo discorso: "Siamo qui per festeggiare una scommessa vinta, ma anche per rilanciarne un'altra. Perché vogliamo continuare a investire nel nostro lavoro e nel territorio.
La parola d'ordine continua a essere una sola: sviluppo. Con lo stabilimento di Muggia abbiamo raddoppiato la nostra produzione, diventando i primi esportatori italiani di pasta. Adesso vogliamo andare oltre. Con i nostri prodotti siamo presenti in 101 Stati.
Siccome nel mondo ce ne sono 195, ce ne mancano ancora 94. Là vogliamo arrivare".
Con questo ambizioso, ma anche orgoglioso proclama, Bragagnolo, ha aperto questa mattina i festeggiamenti per i dieci anni trascorsi dall'apertura dello stabilimento di Muggia.
Una festa articolata in due trance.
Quella privata, avvenuta questa mattina, e quella pubblica, con le porte dello stabilimento aperte al pubblico, che è iniziato questo pomeriggio alle ore 17.
Il tutto, ovviamente, scandito da gustosi assaggi di pasta.

Furio Bragagnolo nel suo discorso inaugurale ha rimarcato che il successo di Pasta Zara è da ricercare nella compattezza della famiglia di imprenditori che la gestisce, giunta oggi alla quarta generazione.
Con il fratello Umberto e le sorelle Arianna e Franca, infatti, la famiglia Bragagnolo si annovera ormai di diritto tra le famiglie d'eccellenza dell'imprenditoria nazionale.

"Il lavoro è la nostra forza e la forza di chi in questi anni ha condiviso questi successi con noi - ha precisato Furio Bragagnolo -.
Così facendo abbiamo portato la capacità produttiva di Muggia a 610 tonnellate di pasta al giorno. Questo vuol dire che incide per il 40% sulla nostra produzione, cioè molto.
Dieci anni fa, appena partiti, i dipendenti erano una sessantina, oggi sono 152.
Sulla scia di questo successo abbiamo deciso di ampliare ulteriormente lo stabilimento: verrà allestita un'area logistica capace di ospitare 66 mila posti pallet, in più sarà posizionata una sesta linea produttiva di pasta, un nuovo gruppo di confezionatrici e un inedito silos intermedio che permetteranno a questa linea di arrivare a produrre 9.000 chili all'ora di pasta.
Così facendo lo stabilimento di Muggia si confermerà uno dei pastifici di riferimento a livello mondiale".
Bragagnolo ha poi ha ceduto il microfono a Nerio Nesladek, sindaco di Muggia, e a Roberto Cosolini, sindaco di Trieste, i quali hanno espresso parole di plauso per un'azienda che pubblicamente si dichiara pronta ad investire ulteriormente nel triestino.

Un saluto e grandi in bocca al lupo sono arrivati anche dall'arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi e dalla presidente della Provincia di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat.

A seguire, si è svolto un talk show, condotto dall'editorialista Enrico Cisnetto, dal titolo più che emblematico: "Per un nord est di pasta buona".

Sono intervenuti Renzo Tondo, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Alessandro Calligaris, presidente di Confindustria Friuli Venezia Giulia, Sergio Razeto, presidente di Confindustria Trieste, Antonio Paoletti, presidente Confcommercio della provincia di Trieste, Edy Snaidero, presidente di Friulia, l'onorevole Ettore Rosato, l'imprenditore Riccardo Illy, Paolo Possamai, direttore del quotidiano Il Piccolo, e il presidente di Aeroporto Friuli Venezia Giulia, Sergio Dressi.

Tutti gli intervistati hanno convenuto sul fatto che il territorio triestino per svilupparsi deve fare di più di quello che sta facendo.

Edy Snaidero ha detto a chiare lettere che "le istituzioni devono fare la loro parte, appoggiando idee e progetti. Poi c'è il problema delle dimensioni delle nostre aziende. Molte sono piccole, hanno un fatturato inferiore ai 100 milioni.
Corrono grandi rischi. Da sole non ce la possono fare. L'aggregazione, dunque, diventa una prerogativa inevitabile per pensare a un futuro di sviluppo. Che vuol dire andare all'estero, come fa da trent'anni Pasta Zara".

Riccardo Illy ha riproposto il concetto della crescita aziendale: "Piccolo non è più bello, oggi le aziende devono crescere e questo nel territorio triestino è possibile farlo perché c'è la capacità di lavorare insieme. Il nostro porto va valorizzato perché per esportare è vitale. Abbiamo a disposizione un canale privilegiato per portare i nostri prodotti all'est. Utilizziamolo al meglio, cosa che non sta avvenendo".

Renzo Tondo ha invece ribadito l'importanza del territorio e di quanto offre: "Furio Bragagnolo di Pasta Zara l'ha detto a chiare lettere. Siamo venuti da fuori, dal Veneto, e abbiamo intenzione di restare perché qui troviamo i servizi. Anche noi dobbiamo investire nel lavoro, però. E tre sono gli obiettivi primordiali: le infrastrutture (la terza corsia autostradale e il porto di Trieste da rilanciare) e l'energia da impiegare nei prossimi anni".

Sergio Dressi ha aggiunto: "Il polo intermodale di fronte all'aeroporto sarà concluso fra due anni. Mi auguro che possa servire come implementazione della capacità logistica di tutto il territorio".
Sergio Razeto ha invece toccato il tema della politica che, a suo dire, "deve avere la stessa anima dell'imprenditoria. Oggi non è così".

Antonio Paoletti, a sua volta ha lanciato un suggerimento: "Dobbiamo facilitare l'impresa che oggi non è aiutata".

Paolo Possamai, infine, ha sferzato il territorio: "Bisogna riscoprire una cultura del lavoro che è venuta meno".

Chiuso il talk show, una ventata di allegria e simpatia l'ha portata Marisa Laurito che ha voluto tutta la famiglia Bragagnolo sul palco, figli e nipoti compresi.
Nel frattempo, veniva buttata la pasta.
Gli invitati hanno potuto degustare 16 assaggi diversi di formati di Pasta Zara: a base di pesce, verdure, carne e gratinati.
Sono stati serviti piatti per 650 persone.


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