Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Funghi: al via le nuove norme per raccolta e commercio in regione

A partire dal 2018 pervisto il pagamento forfetario di 50 euro (invece di 200) per la raccolta su base regionale per gli autorizzati

La giunta regionale ha approvato, in via definitiva, la delibera sul disegno di legge per la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei spontanei in Friuli Venezia Giulia, proposto dall'assessore alle Autonomie locali Paolo Panontin, e che adesso affronterà l'iter nella IV commissione consiliare, per approdare in Aula a fine giugno.

La nuova normativa troverà applicazione a partire dal 2018, quindi per quest'anno varrà la disciplina transitoria di cui alla legge regionale 2/2017 che prevede il pagamento forfetario di 50 euro per la raccolta su base regionale per chi è già in possesso dell'autorizzazione. Sempre nella seduta odierna, la giunta ha deciso di calmierare anche nella nuova disciplina il pagamento dovuto per la raccolta annuale sull'intero territorio del Friuli Venezia Giulia a 50 euro.

Dopo il passaggio al Consiglio delle autonomie locali (Cal), il provvedimento definitivo ha accolto alcune modifiche proposte dagli enti locali, Uncem e Cal, in particolare quella di rendere gratuita la raccolta dei funghi nel Comune di residenza, e dai micologi, aumentando la durata dei corsi da 12 a 16 ore, con la prescrizione di far tenere almeno 4 ore di lezione a un micologo esperto, riconosciuto tale, per garantire un approfondimento sui contenuti sanitari e di sicurezza.

«Le nuove norme - dichiara Panontin - introducono elementi di semplificazione e agevolazioni per i cittadini: dalla riduzione dei costi per la raccolta annuale dei funghi su base regionale che passano dagli attuali 200 euro a 50 euro, alla gratuità per chi raccoglie funghi nel proprio Comune di residenza, dall'abolizione dell'esame allo snellimento della commissione scientifica regionale per la micologia. Il testo è frutto di un confronto continuo sia con l'Uncem, sia con la Federazione dei micologi e rappresenta un punto di equilibrio tra diverse istanze al netto di alcune piccole questioni, che potranno essere oggetto di ulteriori verifiche e approfondimenti durante l'iter di approvazione del progetto di legge, in particolare nella competente commissione consiliare, abbiamo accolto quasi tutte le richieste e le sollecitazioni ricevute».

«Rimane aperta - conclude l'assessore - un'unica questione, quella dell'eliminazione dell'esame. È una scelta che hanno fatto quasi tutte le Regioni italiane e che quindi non incide sulla sicurezza o maggior tutela della salute dei cittadini. Ricordo infatti che in Italia la raccolta è subordinata al superamento di un esame abilitativo solo in Campania, Puglia e Molise. Ad ogni modo anche su questa questione ci sarà modo di confrontarsi serenamente in sede di commissione consiliare».

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