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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

Gabrovec (Pd-Ssk): «Nuova legge elettorale inadeguata per minoranze»

«Il collegio orientale va visto per quello che è: una foglia di fico a coprire la vergogna di una legge che non ha saputo rispondere all'esigenza di garantire la rappresentanza di una minoranza linguistico-nazionale»

È chiara la presa di posizione del consigliere regionale Pd/Ssk e segretario politico della Slovenska skupnost Igor Gabrovec

«L'elezione del candidato sloveno - precisa Gabrovec -anche in futuro dipenderà esclusivamente dalla buona volontà dei grandi partiti nazionali, allo stato attuale con ogni probabilità il Pd. Il candidato sloveno sarà infatti eletto solamente qualora la segreteria romana del partito decidesse di collocarlo in una posizione di capolista nel collegio orientale che consenta effettivamente la sua elezione. Se non sarà capolista, considerato l'esiguo numero di seggi previsti nel collegio, avrà bisogno di un numero di preferenze molto elevato, tanto da
renderlo quasi ineleggibile. Non c'è quindi alcun effetto pratico agevolativo per la minoranza, come è invece espressamente previsto nella legge di tutela. Il collegio cosiddetto agevolato è quindi una foglia di fico a coprire la vergogna di una legge che non ha saputo rispondere in modo adeguato all'esigenza di garantire la rappresentanza di una minoranza linguistico-nazionale riconosciuta e tutelata».

«La Slovenska skupnost (Unione Slovena) aveva proposto e sostenuto ben altra soluzione, predisponendo in collaborazione e per mano del sen. Karl Zeller della Sudtiroler Volkspartei un emendamento che aveva superato il vaglio di ammissibilità costituzionale ed era perfettamente legittimo. La proposta prevedeva di abbassare per le liste espressive delle minoranze linguistiche del FVG la soglia del 20 % dall'ambito regionale a quello più ristretto dei comuni e frazioni, ove si applica il bilinguismo visivo, e dove la percentuale della minoranza slovena è molto più consistente, per il che detta soglia appariva raggiungibile. Purtroppo il Governo e la maggioranza avevano espresso parere contrario alla sua approvazione, condannandolo alla bocciatura in Aula».

«L'emendamento - sottolinea Gabrovec - non presupponeva né il seggio garantito né il censimento, bensì un semplice diritto a concorrere. È chiaro a tutti, infatti, che per una minoranza qual è quella slovena, molto ottimisticamente quantificata in circa 50.000 persone, il raggiungimento in forma di lista autonoma del 20% dei voti validi espressi a livello regionale è palesemente irraggiungibile».

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