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Pd scende in piazza contro il regolamento delle scuole dell'infanzia

"L’istruzione è il veicolo per includere e integrare. Fuori il razzismo dalla scuola!" Con il Pd ci saranno anche i Giovani Democratici e i sindacati della scuola CGIL CISL e UIL

"Ancora una volta l’amministrazione a trazione leghista fa propaganda elettorale e questa voltala fa sulla pelle dei bambini di tre anni. La scuola dell’infanzia è il luogo dove i bambini giocano e iniziano a socializzare. Mettere un tetto del 30% nelle scuole comunali per gli alunni di nazionalità non italiana, motivandolo come un miglioramento della qualità dell’insegnamento ha un solo scopo, alimentare la paura del diverso" ha dichiarato il Pd in una nota stampa in merito al nuovo Regolamento delle scuole d'infanzia del Comune di Trieste.

"Mero strumento di propaganda"

"A Trieste il problema di un equilibrio numerico nelle classi potrà riguardare poche realtà scolastiche, pertanto questo regolamento è un mero strumento di propaganda finalizzato ad alimentare divisioni ed odi tra chi vive pacificamente da anni, se non addirittura da secoli, in questa città. I bambini che comunque saranno coinvolti da questo Regolamento sono bambini nati in Italia, che parlano la lingua italiana esono figli di residenti che regolarmente pagano letasse ed hanno diritto ad usufruire di tutti i servizi pubblici senza essere discriminati in base alla loro nazionalità o religione. L’esclusione causerà disagio alle famiglie che lavorano e, se avranno difficoltà a spostarsi in un altro rione, non porteranno i bambini a scuola, ciò impedirà l’integrazione che può offrire la socialità scolastica e causerà uno svantaggio quando poi ci sarà l’ingresso alla scuola primaria. Se come annuncia la giunta, la motivazione è quella dimigliorare la qualità dell’insegnamento invece di escludere potrebbero potenziare la mediazione linguistica e culturale. Ma la scuola sa come fare integrazione e nonservono Regolamenti o leggi che servono soloper la propaganda".

"Trieste multietnica e multiculturale"

"Trieste è una città dove da sempre diverse nazionalità hanno convissuto ed hanno contribuito a renderla sempre più multietnica e multiculturale, deve la sua specificità anche aquesto, adesso questa Giunta miope sta cercando di distruggere ciò che nei secoli l’ha caratterizzata."

"Per le sezioni di lingua slovena il nuovo regolamento non prevede l'obbligo della conoscenza della lingua slovena per le figure professionali educative, ausiliarie e per il personale supplente, ciò corrisponde a negare l’aspetto fondamentale che caratterizza l’offerta formativa in lingua slovena con gravi ripercussioni sulla didattica e con la violazione deldiritto della minoranza slovena all’istruzione pubblica nella propria madrelingua. Inoltre si considerano le sezioni con linguad’insegnamento slovena non più sezioni istituite, quindi autonome, ma come appendici di sezioni italiane, ciò considerando che soprattutto alla scuola è affidato il compito più importante nella tutela delle minoranze".

"Proposta contraria agli articoli 2 e 3 della Costituzione"

"La proposta del nuovo Regolamento è contraria agli articoli 2 e 3 della Costituzione e risulta essere anche non conforme con quanto prevede il DPR n.394/1999 che all’art.45 stabilisce che la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi semplicemente non superi quella degli italiani, ossia non vada oltre il 50%. La giunta con questa proposta ha tutti contro, le forze dell’opposizione, il mondo culturale e scientifico della città, la maggioranza delle circoscrizioni e anche il Garante regionale per le persone a rischiodiscriminazione, Walter Citti, che vi ha rilevato diverse criticità ed ambiti di discriminazione su base etnica".

"Comunità religiose diverse convivono e lavorano da tempo nella nostra città per la pace, non accettiamo questa divisione e questo voler utilizzare la religione per dividere e separare, proponendo che l’Insegnamento della Religione Cattolica sia il principio fondante delle scuole dell’infanzia comunali. Su questo punto, Citti  “La Corte Costituzionale ha più volte affermato il principio supremo di laicità delle istituzioni della Repubblica inteso quale impegnoalla salvaguardia della libertà di religione in un regime di pluralismo culturale e confessionale, con i conseguenti corollari della neutralità ed equidistanza verso le diverse fedi, pur riconoscendosi che i principi del cattolicesimofanno parte del patrimonio storico del Paese, con questo trovando giustificazione icontenuti delle particolari norme concordatarie stabilite nei rapporti tra Stato e Chiesa Cattolica.”

La manifestazione

"Per tutti questi motivi il Partito Democratico, i Giovani Democratici e i sindacati della scuola CGIL CISL e UIL esprimono contrarietà su queste scelte discriminatorie ed invitano le comunità, le associazioni, il mondo della scuola, tutte le cittadine e i cittadini e ogni forza democratica che abbia a cuore i principi costituzionali del nostro Paese a partecipare alla manifestazione che si terrà in piazza Unità d’Italia lunedì 26 novembre alle ore 18:30 in occasione del dibattito che si terrà in Consiglio Comunale sul Regolamento per le scuole dell’infanzia comunali".

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