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Mercato Coperto: "Serve un progetto a lungo termine"

La III Commissione ha affrontato il problema legato alla promozione del Mercato Coperto. Giorgi: "Abbiamo fatto in 2 anni il lavoro che non è stato fatto in 20. Ora lancio un appello: liberi 20 spazi in primo piano"

«Che programmi ha la giunta Dipiazza per valorizzare questo sito? Indubbiamente in questi due anni sono stati fatti degli interventi importanti (uno su tutti quello di riqualificazione e bonifica del febbraio 2017), ma un’operazione di maquillage a nostro avviso non è sufficiente: serve una visione, una prospettiva, un progetto a lungo termine, che trasformi l’idea di mercato, facendolo diventare punto di scambio non solo di merci, ma anche di idee e di relazioni. Che valorizzi i prodotti del territorio». Le parole sono di Fabiana Martini, consigliere comunale del Partito Democratico. 

Sono queste alcune delle questioni riguaranti il Mercato Coperto sollevate questa mattina in III Commissione dai consiglieri Igor Svab, Maria Teresa Bassa Poropat, Roberto de Gioia e Domenico Basso. L'argomento è stato affrontato in seguito alla lettera apparsa sul quotidiano locale lo scorso 9 luglio, una segnalazione in cui alcune operatrici del primo piano (oggi presenti in Aula) lamentavano l’inerzia dell’Amministrazione nel dare corso alla concessione degli spazi vuoti, che a detta delle firmatarie potrebbero contribuire ad aumentare il giro di presenze e di conseguenza di affari.

«In questo senso» ha ricordato Martini «è stato ricordato il lavoro che Coldiretti sta facendo in giro per l’Italia e proposto un avviso pubblico indetto dal Comune di Milano per acquisire manifestazioni d’interesse per la realizzazione di progetti, eventi o iniziative con finalità sociali e culturali mediante la concessione di spazi all’interno dei Mercati comunali coperti. Ma di idee, da parte sia dei consiglieri di opposizione che di quelli di maggioranza, ne sono uscite molte altre: da uno spazio per le start up all’abbassamento del canone, dall’ospitare uno o più eventi culturali del cartellone di Trieste Estate alla proposta di una ristorazione leggera. Tutto nell’ottica di una valorizzazione del sito in chiave turistica, come sta avvenendo in molte città italiane ed europee. Le idee non mancano anche alle operatrici del primo piano, che tuttavia hanno chiesto come obiettivo minimo il rispetto degli orari e del Regolamento, l’aumento degli espositori e maggiore pubblicità. Bisogna anche cambiare la legge regionale, che non consente di realizzare attività diverse da quelle commerciali. A questo ci pensate voi, vero Francesco Russo e Roberto Cosolini?»

«Trovo surreale il presupposto di questa discussione nata da una lettera al quotidiano locale quando noi in due anni abbiamo realizzato e fatto quello che non è stato fatto in 20 anni. Ho sentito anche dal consigliere Martini che la riqualificazione è avvenuta da Cosolini: questa battuta è degna di Zelig». Ha, invece, ribattuto l'assessore Lorenzo Giorgi

«La Giunta Cosolini ha solo fatto lavori di ordinaria amministrazione e qualche piccola opera di straordinaria amministrazione. Noi nel luglio del 2016 abbiamo affrontato i problemi subito. Siamo stati molto veloci e abbiamo riqualificato un'area di 5000 mq tra muri e soffitti, trovando anche una soluzione per il problema dei colombi».

«Le iniziative dovrebbero cominciare anche dai privati, tuttavia noi ci stiamo occupando del Mercato Coperto e continuiamo a fare interventi combattendo con la lentezza della macchina burocratica. Proprio lunedì scorso c'è stata una riunione all'interno della struttura per procedere alla fase successiva, ovvero inserire un forte attrattore. Questo progetto si sta concretizzando e diverse aziende si sono già fatte avanti. Il fine è non solo rendere il Mercato Coperto un luogo di relazioni ma anche far lavorare gli operatori che vi stanno all'interno.  Procede anche la verifica del tetto, aumenteremo le ore di pulizia ma in tutto questo dobbiamo anche rendere più disciplinati coloro che stanno all'interno del Mercato per migliorarlo totalmente».

«Ad oggi sono liberi 20 spazi al primo piano che giovano di tariffe agevolate. Purtroppo c'è voluto tempo per poterli rendere disponibili e per rimettere i locali a norma, quindi chi era in coda ha rinunciato. Il mio appello oggi è rivolto proprio ai privati e a chi ha voglia di mettersi in gioco e di contribuire a questa rinascita». 

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