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Migranti, Giacomelli (Fdi): «Prefetti regionali fuori dal tempo e dalla realtà»

Il segretario provinciale di Fratelli d'Italia, Claudio Giacomelli, sul vertice tenutosi in Prefettura sulla questione migranti in Friuli Venezia Giulia

«Lascia francamente allibiti leggere l’ordine del giorno della riunione tra i Prefetti della Regione ed il Ministro dell’Interno. Leggendo le parole del Prefetto di Trieste Porzio pare che oggi il problema sia l’ampliamento a tutti i comuni del sistema di accoglienza, come se nulla fosse successo a Trieste negli ultimi mesi da un punto di vista della sicurezza e degli episodi di criminalità», così in un comunicato Claudio Giacomelli, segretario provinciale di Trieste di Fratelli d'Italia. 

«In una Regione che ha una percentuale di richiedenti asilo per abitante superiore alla Sicilia, ampliare ancora il sistema di accoglienza è pura follia. È chiaro a tutti ormai che il numero di richiedenti asilo in regione è ingestibile. I veri problemi a Trieste sono dati da un confine permeabile dal quale continuano ad arrivare migranti, pur provenienti da paesi dell’Area Schengen che dovrebbe occuparsi di loro. Un confine dal quale continuano a passare ingenti quantità di droga (+1.223% di sequestri di hashish tra l’aprile 2015 e l’aprile 2016) che viene spacciata in città anche a minorenni.

«I problemi sono dati da fenomeni di criminalità e microcriminalità inaccettabili in centro città e nei parchi cittadini. Ci si aspetta che le Autorità Locali pretendano un aumento dei controlli al confine ed un aumento massiccio delle Forze dell’Ordine in città come chiedono da tempo i sindacati di Polizia stessi. Ci si aspetta che le Autorità Locali chiedano una redistribuzione dei migranti ad oggi presenti verso altre Regioni di Italia e non certo sempre all’interno del Friuli Venezia Giulia. Ci si aspetta che le Autorità Locali chiedano il potenziamento del sistema di espulsioni e di riammissioni nei primi Paesi Schengen in cui i migranti sono entrati. Ma ci si aspetta soprattutto che non ci si chiuda in Prefettura in videoconferenza facendo finta che l’immigrazione incontrollata non stia cambiando il volto stesso della città, prima che questa diventi irriconoscibile».

 

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