Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Nue 112, Zalukar: «Serracchiani diffonde dati vaghi e poco credibili»

«Gli stessi organizzatori hanno ammesso che la stima delle telefonate di soccorso per Trieste e Gorizia era sbagliata, rispettivamente del 146% e del 65%; una sottostima enorme»

L'associazione Costituzione 32, tramite il presidente ed ex direttore del pronto soccorso Walter Zalukar, esprime «non pochi dubbi» sulle dichiarazioni della presidente Serracchiani a proposito del Numero unico di emergenza: «Per prima cosa i tempi di risposta alle richieste di soccorso. Serracchiani annuncia che questi tempi sono diminuiti, ma in realtà i tempi sarebbero aumentati, spesso raddoppiati o più, almeno nell'emergenza sanitaria. Ed è facile capire che i tempi non possono che allungarsi quando la chiamata, invece di essere trattata da un operatore, è processata da due operatori, con domande che in parte si sovrappongono».

Altre perplessità vanno agli operatori, che ricevono la prima chiamata: «Non hanno valida esperienza nelle situazioni d'emergenza, quindi potrebbero non capire rapidamente tipologia ed entità del problema, e in particolare nelle situazioni più gravi e drammatiche, quando solitamente chi chiede aiuto è agitato, confuso e solo operatori esperti possono comprendere al volo e far quindi seguire una risposta più tempestiva e adeguata. Sembra così che con il nuovo sistema uno degli elementi essenziali nel campo dell'emergenza, il tempo, invece che diminuire si allunghi, e questo in non poche situazioni può essere catastrofico: i minuti in più nell'arresto cardiaco o respiratorio possono rappresentare la differenza tra la vita e la morte, tra l'integrità e l'invalidità di chi sopravvive».

Sempre riguardo al personale, Zalukar precisa come i dipendenti siano stati «attinti dagli uffici regionali e dal collocamento, quest'ultimo con il requisito di un'esperienza almeno trimestrale nel volontariato di protezione civile o di call center (sic). E qui ogni commento appare veramente superfluo, ferma restando la positività di aver creato nuovi posti di lavoro. Ma anche l'aspetto tecnico organizzativo pare criticabile, poiché dovrebbe essere regola imprescindibile nelle risposte all'emergenza la presa in carico dell'intera chiamata da parte di un'unica figura: in nessun momento il richiedente aiuto dovrebbe sentirsi dire:"…attenda che le passo…". In ogni caso risulta che dove è stato attivato il Nue 112,cioè in Lombardia e in parte del Lazio, sono state rilevate le stesse criticità relativamente all'allungamento dei tempi di soccorso e all'imprecisione delle risposte».

Il presidente di Costituzione 32 cita quindi la stampa nazionale, in particolare un articolo del Corriere della Sera del 5 aprile 2016 "Ritardi, incomprensioni, doppioni: il nuovo 112 è tutto da cambiare"¸ o un altro apparso su Repubblica il 10 dicembre 2016, "Centrale unica 112 Senza sala operativa dieci minuti persi per ogni chiamata". «Questi sono i fatti - dichiara Zalukar - Vista la posta in gioco vorremmo poter essere smentiti da riscontri oggettivi, cioè dalla concretezza di numeri controllabili al posto dell'astrattezza degli annunci, quindi ci attendiamo una replica in cui siano pubblicati i raffronti tra prima e dopo: quali erano i tempi di chiamata e di soccorso prima e dopo il Nue. E attendiamo anche i dati per confermare o meno l'effettivo sviluppo del filtro alle chiamate improprie conseguente all'attivazione del Nue 112».

«Gli stessi organizzatori - considera infine - hanno ammesso che la stima delle telefonate di soccorso per Trieste e Gorizia era sbagliata, rispettivamente del 146% e del 65%; una sottostima enorme in un campo, come l'emergenza, dove invece si dovrebbe lavorare per sovrastime. E perché non si sono calcolati posti operatore e personale in base al rilevamento di dati certi e disponibili, da cui elaborare simulazioni rigorose ed essenziali in un settore così delicato per la vita e la sicurezza dei cittadini? E a proposito di quanto sembra contare la sicurezza dei cittadini si richiama quanto dichiarato nell'occasione dallo stesso assessore Panontin: "Abbiamo inaugurato il 112 in Friuli Venezia Giulia solo dopo averlo testato", ovvero solo dopo che la sperimentazione ha dato i risultati attesi si è deciso di inaugurare. Da tale dichiarazione - conclude Zalukar - sembra dedursi che prima dell'inaugurazione ufficiale servivano alcune settimane per vedere se funzionava, sperimentandolo direttamente sulla pelle dei cittadini. Sarebbe come se prima di inaugurare un ponte lo si aprisse al traffico in anticipo per testarne la resistenza e se dopo due settimane non è crollato lo si potrà inaugurare in pompa magna.

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