Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica

Pd contro Dipiazza: «Lavorato poco e male: molti annunci e ordinanze ideologiche, zero progetti di sviluppo»

I consiglieri democratici: «Per il 2017 auspichiamo più serietà e concretezza su sociale, lavoro, scuola, Ferriera e Porto Vecchio»

«In sei mesi la Giunta Dipiazza ha lavorato poco e male: molti annunci e ordinanze ideologiche, e zero progetti di sviluppo per Trieste, svilendo continuamente il ruolo del Consiglio comunale e delle opposizioni. Per il 2017 auspichiamo più serietà, concretezza e disponibilità alla collaborazione per il bene della città». Questo, in sintesi, il giudizio espresso dai consiglieri del Pd di Trieste, oggi durante una conferenza stampa, sull’operato della giunta Dipiazza nei primi sei mesi al governo della città, che hanno poi tracciato un quadro delle criticità e delle priorità da affrontare nel 2017.  

La capogruppo Fabiana Martini ha aperto l’incontro sottolineando che «siamo disponibili a collaborare con il sindaco Dipiazza e la sua giunta per il bene della città, ma solo se verremo messi davanti a un’idea di sviluppo per Trieste, che fino ad oggi è completamente mancata. Non ci è ancora chiaro l'idea di città che il sindaco e la Giunta vogliono costruire, fin'ora abbiamo sentito solo annunci e visto qualche intervento spot, e in Aula è stato dato pochissimo spazio alle istanze portate avanti dalle opposizioni».

Il vicecapogruppo Giovanni Barbo ha evidenziato che «più che ad amministrare la città, la giunta Dipiazza sembra impegnata a fare opposizione alla Regione e Governo, scaricando su altri le responsabilità: si è limitata a produrre poche ordinanze in modo confuso e a volte irresponsabile. Di risultati ne abbiamo visti pochi, e va ricordato che il sold out nelle strutture ricettive in questo periodo di feste è il terzo consecutivo, ed è frutto di un importante lavoro svolto in questo settore negli ultimi anni».

È toccato poi ad Antonella Grim, segretaria regionale del partito, che si è soffermata in particolare su due temi: la Ferriera e il Porto Vecchio. «Spero che nel 2017 il sindaco Dipiazza la smetta di giocare con le vite e il lavoro delle famiglie o di prendere in giro i nostri concittadini e i lavoratori dello stabilimento, perché la superficialità e la leggerezza con le quali è stato trattato il tema della chiusura dell’area a caldo sono preoccupanti. Ora che hanno scoperto la difficoltà del governare e che sono in ballo il futuro di centinaia di famiglie – ha aggiunto Grim - Dipiazza, invece di fantasticare su improbabili ricollocamenti dei lavoratori, inauguri finalmente una stagione di confronto serio e proficuo con la proprietà della Ferriera, con i sindacati, con i cittadini. È inoltre necessario ritrovare serietà anche nell’utilizzo dei 50 milioni di euro stanziati dal Governo per Porto Vecchio, che è l’unico vero luogo di sviluppo per Trieste nel medio e lungo periodo, e sul quale in sei mesi non è stato fatto nulla».

Laura Famulari ha spiegato che «su molti temi delicati la Giunta si è mossa facendosi guidare esclusivamente dall’ideologia, come sulle unioni civili, sui provvedimenti contro l’accattonaggio, sulla commemorazione della promulgazione delle leggi razziali, sul Gioco del rispetto: hanno fatto fare a Trieste svariate figuracce, varando provvedimenti ideologici e spesso privi di fondamento giuridico. Quando si parla di diritti e di sociale, invece, è indispensabile essere seri e rendersi conto che è anche l’incapacità di mettere in campo politiche di inclusione e coesione sociale adeguate ad alimentare paura e fragilità».    

I consiglieri Valentina Repini e Igor Svab si sono centranti in particolare sul lavoro svolto a favore della comunità slovena, ricordando che «il dialogo con alcuni assessori della Giunta, in particolare Angela Brandi per la parte relativa alle scuole, non è sempre stato fluido; mentre sui temi della cultura (assessore Giorgio Rossi, ndr) c’è stato un dialogo costruttivo, che auspichiamo prosegua e venga rafforzato nel 2017». Repini ha annunciato la volontà di chiedere l’ampliamento dell’offerta e l’introduzione dell’insegnamento in lingua slovena nel nido e nella scuola dell’infanzia di Prosecco.   

Presente alla conferenza stampa anche anche la segretaria del Pd di Trieste, Adele Pino, che ha sottolineato «l’atteggiamento negativo del Comune di Trieste in tema di Uti: è chiaro che l'entrata è dovuta solo alla paura del ridimensionamento del bilancio, ma sta danneggiando anche gli altri territori e che rischia di creare seri problemi al lavoro di questi enti».

In chiusura ha ripreso la parola Fabiana Martini parlando del «Regolamento polizia urbana bocciato da sette circoscrizioni su sette (anche quelle dove comanda la maggioranza). Ci auspichiamo davvero che, come sempre detto, prima di portare in Aula in Giunta e Commissione ci sia un ammorbidimento del regolamento. La politica sulla sicurezza fin'ora è stata del tutto inconcludente spostando solo i "problemi" con il risultato che poi ci siamo trovati 580 mila euro in meno nel bilancio perché gli operatori della Polizia locale sono stati occupati in altro. Anche questi annunci di grandi assunzioni non trovano riscontro anche perché le assunzioni si possono portare solo nel piano occupazionale devono trovare una proporzionalità (proporzione popolazione e agenti, ndr) e quindi saranno solo 7 in più. Per non parlare delle "ronde" che si sono dimostrate già controproducenti dove nelle altre città ci sono state le forze dell'ordine messe a scortarle».

Martini conclude poi parlando del «del programma del sindaco del "Comune come una casa di vetro", ma sul tema ferriera e ambientale in realtà vengono convocati solo i comitati mentre le associazioni importanti come Wwf e Legambiente non sono mai stati convocati. Questo forse sempre nell'ottica di consolidare l'elettorato anzichè rivolgersi a tutta la cittadinanza al di là di chi abbiano votato».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pd contro Dipiazza: «Lavorato poco e male: molti annunci e ordinanze ideologiche, zero progetti di sviluppo»

TriestePrima è in caricamento