Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Polemica sui nuovi Centri Commerciali a Trieste, Psi: «Luoghi di Alienazione»

L'attacco questa volta arriva dalla sinistra politica, per voce di Luca Marsi, vice segretario provinciale del Psi «Si fa un gran parlare dei centri commerciali dal punto di vista economico, se essi siano una reale opportunità di sviluppo per...

L'attacco questa volta arriva dalla sinistra politica, per voce di Luca Marsi, vice segretario provinciale del Psi

«Si fa un gran parlare dei centri commerciali dal punto di vista economico, se essi siano una reale opportunità di sviluppo per il territorio o piuttosto la definitiva morte del piccolo commercio cittadino. Non se ne parla mai, però, da un punto di vista sociologico, ovvero di come questi grandi insediamenti commerciali abbiano cambiato la vita dei cittadini (foto di repertorio dell'inaugurazione del Tiare di Villesse)».

«Senza alcun dubbio prima che questi prendessero piede nel nostro Paese erano le Piazze i luoghi principali di ritrovo delle persone, dove poter parlare, discutere e conoscersi. Con l'avvento di questi complessi (a Trieste il primo è stato aperto oltre 20 anni fa) anche i luoghi di scambio di idee, di socializzazione hanno subito delle modifiche, spostandosi quasi sempre all'interno di queste strutture. Ormai sono diventati le sedi di incontro di giovani e non solo, grazie ad un mix di shopping e luoghi di divertimento (offerte non mancano come ristoranti, bar, cinema, bowling.. per cui uno paradossalmente potrebbe rimanerci dalla mattina alla sera senza essere obbligato ad uscire). Questi sono luoghi che non rispecchiano la realtà e possono portare a lungo andare all'alienazione della persona, nel vivere in un mondo che non le appartiene, in quanto ha poco o nulla a che vedere con la realtà vissuta in tutti i giorni».

«C'è dunque un'antitesi tra come questi luoghi portano all'alienazione della persona ma come paradossalmente siano diventati luoghi di ritrovo. Chi ci guadagna in tutto ciò? Direi nessuno: basta andare in qualche complesso per vedere come ci siano centinaia di persone che girano a vuoto (e per farsi vedere.. o per incontrare qualcuno, sapendo come detto che sono tutti li) senza poi effettuare nessun acquisto, con i negozi che spesso sono desolatamente vuoti, se addirittura non sfitti, a causa di affitti spesso elevati a fronte di entrate molto scarse. Non ci guadagnano sicuramente i commercianti del centro, la cui appetibilità per le passeggiate è notevolmente diminuita con l'arrivo dei centri commerciali, tutti chiusi, che danno l'idea di essere "perennemente in estate". Non ci guadagnano neanche i cittadini in quanto vivono in una condizione di irrealtà».

«Fermo restando l'importanza che possono rivestire dal punto di vista economico tali luoghi, cerchiamo di vivere quanto più possibile le realtà che ci appartengono, vere, vive, che sono proprie dell'uomo come "essere sociale", torniamo ad affollare le piazze, a respirare aria naturale non proveniente dai tubi del condizionamento. Torniamo a vivere la realtà».

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