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foto di Rodolfo Ziberna

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Profughi accampati sull'Isonzo, Romoli: «Quanto ancora si potrà reggere?»

Il sindaco di Gorizia: «Il problema continuerà a ripresentarsi all'infinito finchè si continuerà ad ospitare gente che non scappa dalle guerre bensì dalla Germania, dall'Austria e da qualche altro paese europeo»

«Finalmente, dopo che i quotidiani locali hanno ampiamente documentato la presenza di baracche "abitate" da profughi in riva all'Isonzo, fenomeno più volte segnalato con preoccupazione dal Comune, sembra che la Forestale intervenga, come promesso a suo tempo dalla Regione, proprietaria del terreno e inizi i pattugliamenti a partire da domani (martedì)». Il sindaco, Ettore Romoli, inizia così il suo intervento sulla vicenda della nuova "baraccopoli" nell'area sottostante il quartiere fieristico.

Ricordando che si tratta, comunque «di richiedenti già ospitati in strutture convenzionate» il sindaco parte all'attacco sostenendo che «il problema continuerà a ripresentarsi all'infinito finchè si continuerà ad ospitare gente che non scappa dalle guerre bensì dalla Germania, dall'Austria e da qualche altro paese europeo, infatti presenta queste caratteristiche oltre il 70% di chi viene ospitato in città ed è ipocrita fingere di non saperlo. Queste persone che arrivano da noi perchè non trovano risposte positive negli altri stati europei, dovrebbero essere fermate alla frontiera e, per questo, voglio ricordare, erano state attivate le pattuglie miste, italo-austriache che avrebbero dovuto controllare treni e stazioni e mi chiedo quali risultati abbiano ottenuto fino ad oggi, visto che i flussi di migranti continuano ad arrivare senza interruzione».

«È una questione di realismo, quanto ancora si potrà reggere, con una crisi economica ed occupazionale che non accenna a risolversi e le famiglie sempre più in difficoltà? Certo, sono persone che vengono in Italia pensando di trovare un futuro migliore ma così, purtroppo, non è considerando i problemi che abbiamo - continua il sindaco -. Si parla di umanità ma non mi sembra molto umano farli stazionare per mesi, in qualche caso anni, in strutture di accoglienza pur sapendo che qui non potranno trovare ciò che cercano».

«Quindi, non solo si prendono in giro gli Italiani, nello specifico i Goriziani, ma anche gli stessi richiedenti. Se non ci muoveremo finalmente in modo adeguato il flusso di migranti respinti dagli altri Stati europei crescerà ancora costantemente e noi continueremo a parlarci addosso - conclude Romoli -, facendo finta di non sapere da dove nascono i problemi come quello della baraccopoli sull'Isonzo».

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