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Sostegno al reddito, Autonomia Responsabile: «Discriminante, inutile ed ingestibile»

Lo rilevano in una nota Renzo Tondo, Presidente del Movimento di Autonomia Responsabile e Kosic, ex Assessore alla Sanità FVG nonché componente del Direttivo A.R.

«La misura di sostegno al reddito, come avevamo già anticipato prima del suo varo, dimostra tutte le sue debolezze e difficoltà di attuazione. E' una misura diseducativa in quanto consente ai soggetti un rifugio temporaneo e non uno stimolo alla ricerca di lavoro. È discriminante in quanto viene attribuita per quasi il 50% a soggetti stranieri. È assolutamente inutile in quanto non creerà nessun posto di lavoro. E' ingestibile dal punto di vista amministrativo ed economico. La motivazione che porta alla nascita della misura è la crisi economica: ma ci stiamo avvicinando ormai già al nono anno di crisi (iniziata nel lontano 2008) e "la luce in fondo al tunnel" non la vede più nessuno. Le imprese continuano a chiudere, le persone continuano a perdere il lavoro e l'economia non riparte. Questa misura, forse, potrebbe funzionare per brevissimi periodi in situazioni di crisi economiche congiunturali, ma la nostra è una crisi economica di carattere strutturale ed è in corso un cambiamento ed una modificazione della struttura sociale che alla fine del percorso non sarà mai più la stessa».

Lo rilevano in una nota Renzo Tondo, Presidente del Movimento di Autonomia Responsabile e Kosic, ex Assessore alla Sanità FVG nonché componente del Direttivo A.R.

«Con il regolamento approvato ieri, il 60% circa dei fondi andranno agli stranieri arrivati qui all'epoca del boom economico ed oggi senza possibilità di trovare lavoro. A questi si uniscono i cittadini italiani anche loro privi di queste possibilità. Va aggiunto che gli stessi sindacati, sulla base dei loro calcoli ritengono che per soddisfare le richieste servirà il doppio degli importi oggi a disposizione, Più di 70 milioni anziché 39, ed un esercito di impiegati pubblici per gestire le pratiche. Quando pensiamo che il FAP (Fondo per l'autonomia possibile) fermo a questa cifra dal 2011, prevede un importo di nemmeno 35 milioni, ci rendiamo conto che la misura del sostegno al reddito è velleitaria, non produrrà nessuna inclusione sociale, creerà un sottoproletariato sociale che dipenderà precariamente dal bonus di povertà elargito, non cercherà lavoro. In questo momento di crisi, noi vorremmo che il 60% o anche più delle risorse di una misura sociale, fossero destinate ai cittadini italiani che sono in grosse difficoltà».

«Meglio ancora se le risorse investite per "acquisire facile consenso" fossero destinate al rilancio dell'economia, unica chiave di volta che può produrre occupazione. Ne vorremmo parlare con chi governa la Regione da tre anni e mezzo senza confronto con le opposizioni e senza ascoltare nemmeno gli operatori che confermano l'inutilità della misura voluta dalla Serracchiani solo per dimostrarne la sua primogenitura».

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