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Territorio Libero: «Direttore cinese di Hong Kong o Singapore per il Porto di Trieste»

Conferenza stampa degli indipendentisti di Via Roma: « L’immobilismo è una caratteristica delle autorità italiane che non hanno mai permesso che il nostro Porto operasse a pieno regime e nella sua totale potenzialità»

Si è svolta oggi nella sede del Movimento “Territorio Libero” la conferenza stampa, relatori il segretario generale avv. Nicola Sponza che prende la parola subito dopo la presentazione del presidente Vito Potenza esprimendosi in modo specifico sull’emendamento Russo e in modo semplice, ma capillare, rimarca l’importanza sulle criticità di tale emendamento di cui la classe politico-amministrativa locale si fa vanto.

«Il testo di legge prevede - scrivono in una nota i componenti del Territorio Libero -  che alcune opere (demanio marittimo) siano “sdemanializzate” ed assegnate al Comune per essere poi destinate a sviluppi urbanistici, con una imposizione di vendita. Gli introiti saranno poi versati all’Autorità Portuale.
L’Avv. Sponza sottolinea inoltre come la notizia sia uscita a giochi fatti con la conseguente impossibilità per i triestini di esprimersi nel merito».

«Si ha la pretesa - prosegue la nota -  di modificare trattative internazionali come fossero leggi ordinarie escludendo volutamente gli art. 2 e 3 dell’ allegato VIII del Trattato di Pace di Parigi del 1947 che recitano:
Art. 2 paragrafo 2: Tutte le proprietà statali e parastatali italiane nei limiti del Porto Libero, in accordo con le condizioni del presente trattato, che passeranno al TLT saranno trasferite, senza pagamento, al Porto Libero.
Nell’emendamento Russo si legge che il Comune vende ai privati. Questo non si può fare”.

Art. 3 paragrafo 4: Nel caso in cui sia necessario aumentare l’area del Porto Libero tale aumento può essere presentato su proposta del Direttore del Porto Libero da decisione del Consiglio di Governo con l’approvazione dell’Assemblea Popolare».

«L’emendamento Russo - viene evidenziato - prevede lo spostamento. L’area si può solo ampliare e NON spostare.
Oltre a ciò porta a conoscenza che è allo studio una denuncia alle Nazioni Unite con richiesta di chiarimenti, analoga alla richiesta di cittadinanza. 

Dobbiamo perseverare e nel momento in cui ci stanno portando via l’ultima ricchezza risulta ovvio che non abbiamo nulla da perdere. 
Chiude il suo intervento invitando tutti i cittadini a partecipare l’8 febbraio alla manifestazione promossa dal Movimento Territorio Libero in difesa del Porto Franco».

Prende la parola il dott. Paolo Deganutti, responsabile della Commissione Economica del movimento che inizia il suo contributo con la notizia della probabile nomina a Zeno D’Agostino per il commissariamento dell’Autorità Portuale
Nel suo ampio intervento, esaustivo e pragmatico, Deganutti accentua l’importanza di alcuni obiettivi del “Territorio Libero”, nella fattispecie l’aumento dei posti di lavoro e lo sviluppo della città. Il Porto è il fulcro di  qualsiasi rilancio produttivo e una delle sue finalità è diventare una cerniera tra oriente e occidente. L’accusa di immobilismo che spesso ci viene contestata è al contrario una caratteristica delle autorità italiane che con questo tratto distintivo (inattività) non hanno mai permesso che il nostro Porto operasse a pieno regime e nella sua totale potenzialità. 

Continua il suo intervento esprimendosi con  un NO al commissariamento ministeriale romano, che rappresenta solo una ulteriore perdita di tempo di fronte all’impetuosità dei processi globali.
NO ad un accorpamento dell’Autorità Portuale del Porto di Trieste con altri porti perchè ne escluderebbe la specificità. NO all’esclusione della specificità del Porto Franco Internazionale di Trieste dalla nuova legge sui porti.
Deganutti inoltre propone per la carica di Presidente dell’Autorità Portuale una persona che abbia  caratura internazionale, allacci buoni rapporti con la Cina, si impegni a far applicare l’Allegato VIII per un utilizzo produttivo del Porto Franco  e  contrasti l’Off Shore di Venezia. In maniera quasi provocatoria invoca quindi un Direttore cinese che provenga da Hong Kong oppure da Singapore.

Stigmatizzando l’ingerenza di Sgarbi che auspica un Porto Vecchio pieno di alberghi, negozi, ristoranti, teatri e saloni di parrucchiere, lancia l’allarme sul deprezzamento del valore degli immobili nel resto del territorio e sulla probabile chiusura delle altre attività commerciali del centro cittadino.
Conclude la conferenza il Presidente Vito Potenza rimarcando l’importanza sul rilancio della campagna sulla richiesta di cittadinanza da parte dei triestini, che verrà ripresa con moduli appositi e allo scopo di raggiungere il quorum necessario per la presentazione alla prossima assemblea dell’Onu di Ginevra. Infine invita tutti i cittadini a presenziare alla manifestazione dell’8 febbraio 2015 alle ore 14 in Piazza Giuseppina ex Piazza Venezia. 

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