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«Basta tasse illegali italiane»: Trieste Libera lancia la "liberazione fiscale"

Come gli Stati Uniti con l'Inghilterra nel 1776, anche il Mtl chiede l'indipendenza dall'Italia: «Non è un'azione eversiva, ma un'azione legalista legittima che si svolge con mezzi pacifici, attraverso le corti di giustizia e l'Organizzazione delle Nazioni Unite»

«No taxation without representation: nel 1776 gli Stati Uniti d'America si dichiararono indipendenti per pagare le giuste tasse proprie e non quelle imposte dall'Inghilterra, che negava alle colonie americane anche la rappresentanza politica. E gli USA aprirono nel porto franco di Trieste il loro secondo consolato in Europa. Oggi - spiega un comunicato stampa di Trieste Libera - è il Free Territory of Trieste che chiede di pagare le proprie giuste tasse, e non quelle enormi imposte illegalmente dall'Italia che lo tratta come una colonia, gli nega la rappresentanza politica di Stato indipendente, ne soffoca il Porto Franco e ne manda in rovina le imprese per favorire i porti italiani».

«Secondo diritto internazionale il Free Territory of Trieste deve avere propri bilanci e proprie tasse, è affidato solo temporaneamente all'amministrazione fiduciaria del Governo italiano e non deve pagare il debito pubblico italiano - continua la nota del movimento -. Il Governo italiano amministratore simula invece che Trieste sia una provincia dello Stato italiano e le fa pagare le tasse dell'Italia gravate dal suo enorme debito pubblico: oltre il 130% del prodotto interno lordo».

«Sinora - spiegano - il Governo italiano amministratore fiduciario e lo Stato italiano, che è un Paese terzo, hanno restituito al Free Territory of Trieste solo il 10% del valore di quanto gli hanno sottratto in tasse, in mancato sviluppo e con la chiusura sia di industrie primarie come i cantieri navali, sia del settore Nord del Porto Franco internazionale. La battaglia legale per la “Liberazione Fiscale di Trieste” è iniziata il 6 marzo 2015 con il deposito degli atti per l'udienza al 17 marzo della Commissione Tributaria di Trieste, dove il Movimento Trieste Libera può dimostrare lo status giuridico indipendente del Free Territory of Trieste e la totale illegalità dell'imposizione di tasse dello Stato italiano a Trieste».

«Questa non è un'azione eversiva contro l'Italia od altri - tiene a precisare il comunciato del Movimento Trieste Libera -. È un'azione legalista legittima che si svolge con mezzi pacifici, attraverso le corti di giustizia e l'Organizzazione delle Nazioni Unite, per il ripristino della legalità internazionale e dei diritti del Free Territory of Trieste, dei suoi cittadini e delle sue imprese, che vengono violati dalle autorità politiche italiane corrotte».

«La situazione - secondo Trieste Libera - è ormai tale che Trieste per poter sopravvivere economicamente deve ripristinare con urgenza la propria rappresentanza di Stato, pagare solo le proprie tasse e sviluppare il Porto Franco internazionale in collaborazione con tutti i Paesi che vi hanno diritto, a cominciare da USA, Russia, Cina, India, e da quelli dell'entroterra europeo. Il Porto Franco internazionale di Trieste è infatti destinato a traffico, deposito e lavorazione senza tasse delle merci di tutti i Paesi, con gestione controllata da Stati Uniti d'America, Francia, Regno Unito,  Russia ed altri Stati successori dell'URSS, Slovenia ed altri Stati successori della Jugoslavia, Italia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Svizzera, Austria, Ungheria».

«Il Movimento Trieste Libera ha notificato già nel 2013 al Governo italiano amministratore un «Atto di reclamo e messa in mora», inviato anche al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che è il garante internazionale del Free Territory, e ad USA, Russia, Cina, Inghilterra, Francia ed altri Paesi interessati. Quei Paesi seguono ora il caso con attenzione crescente, mentre il Governo italiano tenta di negare l'esistenza giuridica del Free Territory, di reprimere la protesta e di paralizzare completamente il Porto Franco internazionale per dirottare i traffici dell'Europa centro-orientale sui porti del sud della penisola italiana dominati dalle mafie, che in Italia condizionano anche la politica».

«Il Movimento Trieste Libera - conclude la nota stampa - ha elaborato perciò i documenti giuridici con cui ogni cittadino ed ogni impresa di Trieste può difendersi e difendere l'intera comunità triestina reagendo a queste ingiustizie rovinose, anche con un'azione collettiva (class action). E quanti più saremo, tanto meglio terremo in scacco le autorità italiane che derubano illecitamente noi, le nostre famiglie e le nostre imprese. Chi si associa alla campagna di Liberazione Fiscale di Trieste sarà autorizzato ad utilizzare per difendersi i documenti prodotti dal Movimento, a costi minimi (gratis per chi è in gravi difficoltà) anche per un'assistenza legale collettiva». 

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