social Via Risorta, 12

LibRibelli: «Qui i libri non si comprano e non si vendono», si prendono gratis (FOTO)

Nasce Libribelli, uno spazio di 20 metri quadrati in cui l'ideatore Giorgio Cescutti regala libri ed un esempio "innovativo" da seguire

«Qui il libro non si compra e non si vende» si legge sull'insegna di un piccolo spazio in via Risorta 12 in cui si può trovare uno spirito quasi dimenticato che grida ancora al disinteresse per il denaro e alla voglia di dare senza per forza ricevere.

Ad accoglierti all'ingresso è l'accento romano di Giorgio Cescutti, madre istriana e padre triestino che, dopo essersi spostato a Roma per motivi di lavoro, ha deciso di tornare a Trieste dove risiede da 22 anni.

Libribelli, libri belli o lib(ri)-ribelli:  ognuno ci può leggere quello che desidera. L'idea è quella di far circolare la cultura ma non è un bookcrossing nè una classica libreria, e tanto meno una biblioteca. I libri qui «non si comprano nè si vendono» ma possono essere presi gratuitamente senza alcun obbligo.

Il concetto ce lo spiega meglio Giorgio: «È uno spazio mio, un mio desiderio che ho voluto rendere reale. Funziona così: entri, scegli il libro che ti piace e puoi portartelo a casa. Un concetto semplice che oggi forse è difficile da accettare. Volevo essere un esempio per dimostrare che le cose si possono fare: io lo spazio ce l'avevo, l'ho restaurato, comprato le scansie ed ecco! Basta poco come vedi e dovrebbe succedere più spesso».

Lui infatti tra lavoro e volontariato con i bambini del Burlo ha trovato il tempo di realizzare un luogo dove non vi fosse alcun interesse, alla faccia di chi dice che «il tempo non ce l'ha».

L'idea viene da Bologna, più precisamente dalla libreria "Libri Liberi" di Anna Hilbe, una delle fondatrici della Libreria delle donne. Giorgio l'ha trovata navigando su internet scoprendo poi che la sua sarebbe stata la quarta libreria "libera" al mondo dopo Bologna appunto, Baltimora e Madrid. Una concezione nuova che evade dai nostri stereotipi legati al denaro, al fare per avere ma che ha ancora il potere di sopravvivere nel cuore di pochi e di stravolgere quello di tanti. «La cosa che amo di più è vedere la reazione delle persone che a stento riescono a credere che io non voglia nulla in cambio. Ho inaugurato il 17 dicembre. Mi dicevano: porta male! Ma io sorrido: come può andare male una cosa che non ha bisogno di nulla per esistere ,una cosa che è così ...pura e semplice»

«Vorrei che circolasse la cultura, che fosse libera come lo sono io –aggiunge Giorgio– . Ma soprattutto vorrei che si rafforzasse il senso di comunità: il legame che nasce con le persone quando fai muovere le cose in una certa direzione è incredibile. Ho già diversi volontari che si sono offerti per aiutarmi. Inoltre con questo progetto vorrei che le persone ricominciassero a parlare. Siamo così chiusi nelle nostre vite che spesso ci dimentichiamo dei nostri lati umani». Tra le cose che hanno stimolato l'iniziativa, c'è anche il suo obiettivo personale: «Vorrei leggere un po' di più. Non sono un tipo da libri: la mia testa viaggia, la mia mente si perde in infinite idee. Ma ora sono pronto a trovare il Libro che incatenerà la mia attenzione».

Ci invita poi a prendere il nostro, quello che nella totale casualità ci ricorderà quanto possa essere umano e bello prendere ciò che qualcuno ha scelto, riposto e donato affinchè tu possa ancora sentire l'imprevedibilità e la meraviglia delle cose.

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