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Terapie intensive, Riccardi: "I dati sono corretti". Il sindacato degli anestesisti: "Posizioni inconciliabili"

Dopo l'accusa dell'Aaroi Emac relativa alle terapie intensive sottostimate rispetto alla realtà, il vicegovernatore ha ribadito la "correttezza dei dati" e parlato di "confronto utile". Il sindacato degli anestesisti e rianimatori ribadisce le accuse

"I nostri dati sulle terapie intensive sono corretti" lo hanno detto i responsabili delle aziende sanitarie del Fvg durante l'incontro con il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi e i rappresentanti sindacali degli anestesisti. L'Aaroi Emac, infatti, in una missiva pubblicata su molti organi di stampa, sosteneva che il dato fosse sottostimato. Il sindacato parlava infatti di "altri 14 posti" in terapia semi intensiva, che di fatto riceverebbero cure affini a quelle in terapia intensiva. Nonostante Riccardi parli di un "incontro utile", il sindacato degli anestesisti e rianimatori dirama una nota ufficiale in cui parla di "confronto duro" e di "posizioni distanti e inconciliabili".

Riccardi: "Un confronto utile"

Riccardi, ribadendo l'utilità dell'incontro, ha riferito in una nota stampa che "i responsabili delle Aziende hanno fornito una serie di risposte alle criticità espresse dall'organizzazione sindacale degli anestesisti. Spiace che il metodo usato per manifestare l'eventuale esistenza di particolari problematiche si presti facilmente a delle strumentalizzazioni di carattere politico che non aiutano il sistema sanitario regionale". 

Terapie intensive e straordinari degli infermieri

In relazione all'occupazione dei posti in terapia intensiva i responsabili delle Aziende sanitarie hanno confermato la correttezza dei dati trasmessi alla Regione. Relativamente al personale infermieristico che opera in questi reparti, e ai tempi di erogazione degli straordinari, il Vicegovernatore ha ribadito il concetto che "chi lavora deve essere pagato", e le aziende hanno comunicato che i pagamenti degli straordinari per il 2020 sono in corso di erogazione. Sul fronte infermieristico, è stato detto, "va tenuto conto che di fronte all'emergenza si è palesata una mancanza di infermieri sul mercato del lavoro. Da qui la conversione del personale infermieristico proveniente da altri reparti all'attività di terapia intensiva". Inoltre, sempre sulle terapie intensive, la dirigenza aziendale ha ribadito che ad ogni nuovo posto letto attivato è sempre corrisposta una disponibilità di personale adeguato. Da parte della Regione è stato anche affermato che, nonostante l'emergenza Covid, sono state garantite con buone performance le altre attività ordinarie, tra queste gli screening oncologici, le mammografie e gli interventi chirurgici d'urgenza.

Il sindacato: "Incontro duro nei contenuti"

Diversa la posizione del sindacato anestesisti e rianimatori, che parlano di: "un incontro molto duro nei contenuti ma schietto e moderato nei toni nonostante abbia evidenziato una chiara differenza di vedute. Aaroi Emac ha apprezzato la volontà dell'Assessore di ascoltare le istanze già formalizzate che sono state ieri puntualmente ribadite ma ha rimandato al mittente l'ignobile accusa di voler screditare il sistema e le allusioni a strumentalizzazioni e cospirazioni politiche. La nota dimostra proprio quanto Aaroi Emac tenga al Ssr ed a tutti i professionisti che ci lavorano, veri e unici artefici della "resistenza" di questi mesi".

"Scollamento tra direzioni e medici"

Le criticità segnalate, continua la nota del sindacato, "sarebbero secondo l'Assessore in parte risolvibili e in parte riconducibili come sempre a 'problemi strutturali di sempre' ma di fatto confermano un evidente scollamento tra le Direzioni e i Medici ed una scarsa attitudine all’ascolto ed alla considerazione delle componenti sindacali in questi ultimi sei mesi".

"Posizioni inconciliabili" sulle terapie intensive

Non superato, secondo Aaroi Emac, il nodo sulle terapie considerate semintensive di Gorizia e Palmanova: "non sono ancora state codificate come tali, ma da una parte é stato chiaramente riconosciuto e confermato che si tratta di veri e propri posti letto di Terapia Intensiva che contribuiscono ad avere una soglia di occupazione regionale superiore al 50%, dall'altra non é stato spiegato il perché questi pazienti non siano stati segnalati nei report giornalieri regionali. Le posizioni reciproche sono rimaste quindi ovviamente distanti e inconciliabili".

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