Ambiente: le associazioni ambientaliste bocciano il Piano per la mobilità sostenibile del Comune

"Un piano contraddittorio, senza obbiettivi e senza risultati. Un giudizio estremamente negativo". Questo il verdetto di alcune associazioni triestine quali Fiab Trieste, Tryeste, Legambiente, Zeno, Bora.la

"Un piano che non diminuisce traffico  e inquinamento", una secca bocciatura per il Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) da parte delle associazioni ambientaliste e non di Trieste. Il piano, pubblicato dalla Giunta Dipiazza il 5 agosto, è stato quindi reso disponibile a cittadini e associazioni per 30 giorni, e  il 4 settembre FIAB Trieste  Tryeste, Legambiente, Zeno, Bora.La, SPIZ, Cammina Trieste e Aidia hanno presentato una serie di osservazioni che evidenziano "un giudizio estremamente negativo", con "tracce molto deboli di quanto previsto dalle linee europee".

"Un piano senza obbiettivi"

Secondo le associazioni il Pums presenta una "totale assenza di obiettivi dichiarati" e "confonde incomprensibilmente le azioni da attuare con gli obiettivi del piano". Luca Mastropasqua, Presidente di FIAB Trieste Ulisse afferma che“questa incredibile lacuna è figlia della mancanza di visione da parte dell’attuale amministrazione comunale” e poi aggiunge che “è inaccettabile che nel PUMS presentato l’amministrazione non dichiari i propri obiettivi di mobilità sostenibile almeno in termini di riduzione di emissioni nocive derivanti dal traffico, conformemente agli accordi internazionale vigenti, che significa prevedere la diminuzione del 40% di emissioni di CO2 al 2030 come fatto per esempio nel PUMS del Comune di Bologna”.

"Un Piano contradditorio"

Gli ambientalisti sostengono poi che il piano sia "profondamente contradditorio perché ignora il fenomeno del traffico indotto. Si propongono infatti parcheggi 'cerniera' attorno alla città per lasciarvi il mezzo privato, con notevole consumo di suolo, e allo stesso tempo si pianificano nuovi parcheggi al centro, vanificando la funzione della cerniera". Il piano prevedrebbe infatti "nuovi parcheggi, nuove strade, nuove rotonde, nuove gallerie. Significano nuovo traffico: è il Piano stesso a quantificare questo aumento di traffico tra l'8 e il 10%".

Porto Vecchio

Sul Porto Vecchio, inoltre, sempre secondo le associazioni ambientalistiche "si stanno precostituendo indirizzi urbanistici e di mobilità vecchi di cinquant'anni. Il piano prevede un Porto Vecchio attraversato da una strada a scorrimento veloce di 4 corsie con tanto di turborotonda sulle Rive e 5 mega parcheggi al suo interno. L'incremento di traffico indotto dalla nuova trasformazione di Porto Vecchio, che lo stesso PUMS quantifica tra l’8 ed il 10%, comporterà gravi ripercussioni su tutta la rete cittadina.  Nell'epoca in cui le città sono impegnate a liberare spazi dalle automobili, gli amministratori e i tecnici del Comune di Trieste fanno l'opposto". 

La mobilità su ferro ignorata

Gli ambientalisti triestini sostengono poi che "Nel PUMS di Trieste sparisce ogni proposta di mobilità su ferro: non c'è il tram di Opicina, non si capisce se per dimenticanza o per scelta. Assente anche una proposta di moderno tram da Barcola a Campo Marzio e dalla Stazione Centrale a Muggia".  “Questa totale mancanza di progetti di mobilità su ferro è in netta controtendenza con quello che stanno facendo altre città italiane ed europee della dimensione di Trieste” afferma il Presidente di Legambiente Andrea Wehrenfennig. Le linee di moderni tram si sono dimostrati migliori di altri sistemi (bus, metropolitane e ovovie). 

Ovovia

"Tra le poche azioni che prevede il Pums - viene poi spiegato - per innovare la mobilità a Trieste c’è la proposta dell’ovovia lungo l’asse Opicina-Bovedo-Porto Vecchio-Rive. Un trasporto aereo nella città della Bora. Il progetto stesso prevede che a causa del vento vi saranno 20 gironi all’anno di chiusura totale del servizio e 10 di chiusura parziale. Il costo di questa infrastruttura viene quantificato nel progetto preliminare in 44.782.000 euro per le opere e 3.300.000 euro all’anno per i costi di gestione. Investimento che prevede di raggiungere un equilibrio di bilancio con la più che fantasiosa cifra di 8 milioni di utenti/anno".  "Con un investimento pari a quello dell’ovovia - si specifica - si potrebbe realizzare una linea moderna di tram che sia l’asse forte del rinnovato trasporto pubblico triestino. 

Nessun risultato

Nel documento firmato dagli ecologisti si spiega inoltre che "Nel Piano si prevede una modestissima variazione dei mezzi impiegati dai cittadini per la mobilità:  in 10 anni l'uso del mezzo Privato diminuirà di pochissimo,  passando dal  53,62% al 49,22%, il TPL dal  21,04% aumenterà di poco più di 2 punti percentuali fino al 23,49%, la Bicicletta da 1,97% a 5,12%, la quota dei pedoni è prevista addirittura in diminuzione dal 23,37% al 22,17% Ancora peggio va con l'inquinamento: tra 10 anni le emissioni a Trieste previste dal PUMS saranno pari a quelle attuali".

Conclusioni

Le associazioni FIAB Trieste, Tryeste, Legambiente, Zeno, Bora.La, SPIZ, Cammina Trieste e Aidia hanno presentato il 4 settembre una serie di osservazioni al PUMS con le quali chiedono che il PUMS venga radicalmente rivisitato, alla luce di questi dati e analisi e coerentemente con quanto previsto dalle linee guida europee,. Oggi più che mai sono necessari obiettivi molto ambiziosi sia rispetto la riduzione delle emissioni inquinanti con la diminuzione nel 2030 del 40% di emissioni di CO2 da traffico rispetto al 1990,  sia rispetto l’aumento dell’uso del trasporto pubblico, della pedonalità e della ciclabilità, ponendosi come obiettivo il target 20-20-20:  una mobilità urbano fatta al 60% da piedi, bici e TPL e sotto il 40% dal mezzo privato a motore.

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