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Domenica, 3 Luglio 2022
Il fronte del no

In strada del Friuli monta il dissenso: "Abbiamo bloccato il tubone, bloccheremo anche l'ovovia"

Sopralluogo di residenti e esponenti della III Circoscrizione. "E' una cattedrale nel deserto, uno scempio". Il presidente Parisi: "Non sono né favorevole né contrario". Le opposizioni si compattano di fronte al "nemico". Nessuna presa di posizione pubblica da parte di esponenti di maggioranza

"La giunta si sta infilando in un vicolo cieco, si ritroveranno con la città contro". E' questo, con una buona dose di semplificazione politica, il sentimento espresso dal popolo dei contrari alla cabinovia che nella mattinata di oggi 29 gennaio ha riunito le sue forze al cospetto della III Circoscrizione. Lo scenario alla base del faro è stato quello dove le forze che governano il parlamentino si sono alternate tra un pubblico no comment ed equilibrismi di partito, con l'opposizione intenta ad incassare gli applausi dei tanti residenti giunti sul posto. 

Con quasi tutti i rappresentanti della maggioranza trincerati dietro al silenzio, la riunione presieduta dal leghista Gianluca Parisi ha ribaltato l'attuale governo della città e fatto emergere ulteriore malcontento dei triestini di strada del Friuli e dintorni. Mandato quasi alla bersagliera a difendere il progetto della cabinovia, il presidente ha affermato prima di "non essere né contrario né favorevole al progetto della cabinovia" per poi invece sottolineare la personale duplice veste, "da cittadino e da politico".

Dal punto di vista dei contrari, lo studio di fattibilità alla base della cabinovia ormai è diventato il nemico numero uno, da combattere soprattutto a colpi di firme. "Uno scempio che stravolgerà la vita delle persone" o "una cattedrale nel deserto" sono solamente alcune delle nette condanne rispetto ad un'operazione che sembra suscitare alcuni generali interrogativi. Da un lato c'è  stata la fretta ministeriale di approvare uno studio di fattibilità finanziando l'opera, dall'altro i particolari meccanisimi che regolano il Pnrr. In tutto questo, trovano spazio l'innamoramento da parte dell'ingegner Giulio Bernetti, del sindaco Roberto Dipiazza e di buona parte della giunta. 

Non sono pochi, infine, i residenti che hanno individuato alcune similitudini con il celebre "tubone", faraonica infrastruttura che nella gabbia delle lontane mobilitazioni circoscrizionali degli anni Settanta finì per fare la fine del topo. "Abbiamo bloccato quello, bloccherermo anche questo" ha detto Liliana Marchi di Adesso Trieste. Mentre Riccardo Laterza ha ribadito il concetto secondo cui "tutto ciò non ha niente a che fare con il turismo", gli esponenti di maggioranza presenti non hanno fatto altro che scuotere la testa. Nessuno dei presenti, all'infuori di Parisi, ha pensato di rendere pubblica la propria posizione nel difendere il progetto. Una volta terminata la riunione, il gruppo ha effettuato un sopralluogo nella zona dove dovrebbero sorgere i piloni. A breve dovrebbe essere convocata un'assemblea pubblica. [continua] 

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