Falsi sinistri stradali, chiusa maxi indagine: coinvolta una compagnia assicurativa di Trieste

L'inchiesta concentrata a Mercato San Severino è stata condotta dal sostituto procuratore a Nocera Inferiore, Roberto Lenza. I quattro militari sono stati già trasferiti durante l'attività investigativa

Falsi sinistri stradali, la procura di Nocera Inferiore ha chiuso una grossa indagine che vede coinvolte 12 persone, tra le quali ci sono quattro carabinieri, in servizio all'epoca, alla compagnia di Mercato San Severino, due medici, un avvocato e cinque cittadini. Coinvolta anche una compagnia assicurativa di Trieste. I militari, poco prima della conclusione dell'attività, sono stati trasferiti presso altre sedi. Ad indagare sul campo, con verifiche, riscontri e acquisizioni documentali, sono stati proprio i militari della compagnia del comune della Valle dell'Irno. Il lavoro, complesso ma preciso, è stato coordinato dal sostituto procuratore a Nocera Inferiore, Roberto Lenza

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Le accuse

In due, in servizio all'epoca all'aliquota Radiomobile, rispondono di danneggiamento fraudolento di beni in concorso, oltre che di falso commesso da pubblico ufficiale. Un terzo, invece, di falsa testimonianza, avendo riferito dinanzi al Giudice di Pace di essere stato testimone di uno dei sinistri attenzionati. Un quarto, risponde in concorso di aver architettato con un collega un falso sinistro stradale, facendo figurare tra le auto incidentate una di quelle del parco macchine della compagnia di Mercato San Severino. Una circostanza che sarebbe avvenuta per ben due volte. L'episodio dal quale parte tutto risale al 20 novembre del 2017, quando due militari avrebbero simulato un sinistro stradale, con tanto di relazione di servizio e documentazione utile per la liquidazione dei soldi dalla compagnia assicurativa, registrato a Baronissi la sera del 19 novembre del 2017. Entrambi - con l'accusa in concorso - avrebbero dichiarato di aver assistito personalmente all'incidente, annotando anche il numero dei feriti. Quattro, in questo caso. Quando questi ultimi però, presentarono documentazione medica che attestava lo svolgimento, presso un medico, di prestazioni fisioterapiche, sorsero i primi dubbi. Il medico infatti aveva disconosciuto quelle visite, denunciando così un sinistro stradale mai verificatosi. Da lì, le imputazioni sono salite fino a diventare sedici, a seconda dei ruoli. Uno dei carabinieri risponde di almeno sei episodi. 

Gli altri indagati

due medici dell'ospedale di Mercato San Severino, invece, rispondono di aver prodotto falsi certificati, da allegare alla documentazione utile per l'incasso dei soldi delle compagnie assicurative. Queste ultime, localizzate tra Bologna, Trieste, Verona e Trento. L'avvocato indagato, invece, si sarebbe sostituito a due suoi clienti, autenticandone la firma, per procedere in giudizio contro una delle compagnie assicurative. Altri cinque privati cittadini, invece, avrebbero a loro volta architettato un falso sinistro stradale, riferendo di essere rimasti anche feriti, rispetto a quanto invece riscontrato dalle indagini. Le dodici persone indagate rischiano ora il rinvio a giudizio, per le accuse mosse ad ognuna di loro. I fatti vanno dal 2015 al 2019. 

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