Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Dall'orecchino di Maradona a piazza Foraggi: ecco chi dovrebbe gestire i lavori della galleria

La ditta è la Sac Costruzioni e la figura di riferimento è Enzo Rillo, imprenditore di Torrecusano (Benevento) che ha interessi nel campo dell'abbigliamento, del vino, dell'edilizia e molto altro. Per la Loppio-Busa in Trentino i sindacati avevano denunciato "salari molto inferiori a quanto stabilisce il contratto e ritardi". Anche la Lega avanzò perplessità sull'azienda. La preoccupazione della giunta e di una città che aspetta da oltre cinque anni i lavori

Un impero che spazia dall'edilizia al vino, dalle mascherine fino alle barriere stradali. Dopo la seconda diffida presentata dal Comune di Trieste gli operai del Consorzio Sac Costruzioni si sono materializzati all’interno della galleria di piazza Foraggi che in questi giorni è finita al centro di roventi polemiche politiche. Dopo l’ultimatum lanciato dalla giunta Dipiazza, i dipendenti sono giunti nel capoluogo giuliano nella serata di ieri 16 luglio e questa mattina, dalle prime luci dell'alba in poi, hanno dato il via ai lavori per la messa in sicurezza dell’arteria stradale dopo che, due giorni fa, alcuni intonaci si erano staccati dalla volta ed erano precipitati sul tetto di un’autovettura. 

La città attende i lavori da oltre cinque anni

Nell’occasione nessuno si è fatto male, ma i vigili del fuoco del comando provinciale hanno deciso la chiusura della galleria per ragioni di sicurezza. La città risulta spaccata in due, con il traffico deviato lungo il rione di San Giacomo e, a più riprese, letteralmente ingestibile. “Un’assurdità essere arrivati a questo punto – ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, Elisa Lodi -, in settimana vedremo cosa succederà”. Il cantiere fatto partire questa mattina infatti non è quello dei lavori (aggiudicati a fine aprile) che la città attende da oltre cinque anni, bensì è relativo alla messa in sicurezza della galleria dopo l'episodio di due giorni fa. Da più parti trapelano studi da parte del Comune per risolvere la situazione una volta per tutte, ma sulle decisioni future regna, per il momento, il massimo riserbo. Da un lato la giunta Dipiazza mal sopporta l’idea di dover usare la forza per “sbloccare” il cantiere, dall’altro continua a mettere sul banco degli imputati il codice degli appalti e l'italica burocrazia. 

Il Comune "minaccia" e la ditta si presenta

Sac Costruzioni: un vero e proprio impero

Ma cosa sappiamo della Sac Costruzioni? L’azienda alla quale sono stati affidati i lavori è un vero e proprio consorzio composto da diverse ditte (al suo interno anche Alpin srl e Sicurbau ndr) guidate dall'imprenditore torrecusano Enzo Rillo. Tutte assieme, secondo quanto raccontava L’Espresso in un’inchiesta datata 2017, contano centinaia di dipendenti e fatturati importanti che negli ultimi quattro anni sono cresciuti in maniera significativa. Inoltre, esiste la Car Abbigliamento (che in era Covid ha riconvertito la produzione sfornando mascherine autorizzate e certificate, già nell’aprile 2020, dall’Istituto Superiore di Sanità ndr), ma anche La Fortezza, azienda che produce vino premiato a diverse fiere internazionali. Di appalti nel campo dell’edilizia, basta fare una rapida ricerca online, ce ne sono a bizzeffe. Si va dagli aeroporti alla autostrade, fino alle gallerie naturali e alle barriere stradali. Un impero, quello messo in piedi da Rillo che è riuscito a "strappare" contratti all’interno del Piano straordinario per l’accessibilità dei mondiali di sci di Cortina 2021, ma anche per scali aeroportuali nel Meridione, fino ad uno degli ultimi faraonici cantieri della cosiddetta Loppio-Busa, in Trentino. 

Le "denunce" della Cisl e i dubbi della Lega in Trentino

Ed è proprio qui, cercando online, che emerge qualche ombra. Nel febbraio del 2020, la Cisl denunciò, attraverso L’Adige.it “salari molto inferiori a quanto stabilisce il contratto, anche 400 euro al mese in meno, troppe ore di lavoro non pagate, cedolini non consegnati”. Sempre il quotidiano trentino scriveva di “ritardi” e del fatto che “è difficile che i lavoratori parlino, per paura di ritorsioni”. I dubbi sulla cordata beneventana li aveva espressi, dalle colonne del Trentino, anche il consigliere della Lega Maurizio Fugatti. Il leghista menzionava i trascorsi giudiziari della ditta, pre cantiere della Loppio-Busa. Qualche tempo prima, questo il senso delle perplessità avanzate dall'esponente del Carroccio, i carabinieri avevano sporto denuncia per “furto aggravato ai danni dello Stato” e “[…] lo smaltimento illegale di rifiuti”, il tutto durante la realizzazione di una galleria ferroviaria nel territorio di Castronovo di Sicilia. “Salvo omonimie – aveva dichiarato Fugatti al Trentino - quindi, le due imprese sarebbero le stesse denunciate qualche mese fa dalle forze dell'ordine. Oltre ai problemi legati alla gara già sollevati in precedenza, si ritiene importante che la Provincia, prima di affidare definitivamente l’opera tenga in considerazione questo precedente affinché simili episodi non abbiano da ripetersi”. Tutto ciò fa parte del passato e le accuse sui presunti fatti non sembrano aver lasciato traccia, il che farebbe pendere la bilancia più sulle luci che sulle ombre aziendali.

L'orecchino di Maradona

Ma a Trieste sia la giunta Dipiazza che gli stessi cittadini iniziano ad essere preoccupati. La prima diffida e quella successiva hanno fatto scattare l’allarme su più fronti, non ultimo quello politico che “prende di mira” l’amministrazione comunale, mentre i residenti sono più propensi ad allargare le braccia che ad analizzare seriamente il problema. In un groviglio di codici degli appalti ed affidamenti, la galleria di piazza Foraggi sembra essere una matassa ben più difficile da sbrogliare di quanto non lascino intendere sia le rassicurazioni dei professionisti che gli annunci dei politici. Infine, una curiosità sul numero uno dell’azienda che gestisce i lavori. Enzo Rillo risulta essere tifosissimo del Napoli e nel 2010 aveva partecipato, senza successo, all’asta organizzata all'hotel Sheraton di Bolzano, per aggiudicarsi l’orecchino di Diego Armando Maradona. In quell’occasione, l’imprenditore era stato “battuto” da una giovane tra i 30 e i 40 anni che, come scoperto successivamente, avrebbe agito per conto dell'ex calciatore Fabrizio Miccoli. Alla fine, la giovane aveva offerto 25 mila euro, mentre Rillo si era fermato a 24 mila e 500. 

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