D'Annunzio arriva a Trieste: l'inaugurazione nonostante le contestazioni (FOTO)

Differenti versioni del Vate durante la cerimonia. Dipiazza: "Un grande Italiano". Rossi: "Un illuminato e un utopista". Brandi: "L'autore della Carta del Carnaro, che insegneremo nelle scuole". I contestatori: "Un antislavista, nella piazza dove avrà luogo lo Slofest. Una pagina vergognosa nella storia di Trieste"

Foto e fotogallery: Giovanni Aiello

Qualcuno l'ha chiamata 'La statua della discordia', è stata oggetto di due petizioni online, una contro e una a favore, ha irritato il sindaco di Fiume  e incontrato il favore di Carlo Giovanardi e di Giorgia Meloni. Ha sollevato alcune contestazioni dal mondo della cultura e molte dai democratici in generale, ma è stata difesa dal Museo Storico di Fiume. Non un semplice monumento ma qualcosa che, ancor prima di nascere, ha reso ancor più chiari i contrasti mai risolti tra destra e sinistra, e ora è una realtà, inaugurata oggi a mezzogiorno alla presenza del sindaco Dipiazza, degli assessori Rossi e Brandi, oltre al presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri.

Una realtà solida, in bronzo, sotto il palazzo della Borsa, a celebrare i 100 anni dell'impresa di Fiume. Ritrae Gabriele D'Annunzio chino su una pila di libri, in posizione pensosa e meditativa, incurante della gente, di alcuni contestatori e dei quattro poliziotti schierati in disparte che, fortunatamente, non hanno avuto bisogno di intervenire.

La data scelta per l'inaugurazione non è casuale: il 12 settembre 2019, data in cui, un secolo fa, la spedizione del Vate  raggiunse Fiume proclamandone l'annessione al Regno d'Italia. Evento celebrato anche dalla mostra “Disobbedisco” al salone degli incanti, curata dallo stesso Guerri.

Dipiazza: "Non mi aspetto reazioni dalla Croazia"

Interrogato dalla stampa su possibili reazioni dalla Croazia il sindaco ha dichiarato “Sono lo stesso che ha organizzato il Concerto dei tre presidenti, non vedo perché dovrebbero esserci reazioni. Oggi siamo qui soltanto per celebrare un pezzo di storia, come in molte altre città italiane è stato fatto. Un omaggio a un grande italiano in una città che sta attraversando un grande periodo”. 

Statua D'Annunzio, il capo dello stato croato: "Inaccettabile" 

I contestatori: "Una pagina vergognosa nella storia della città"

Non proprio dello stesso avviso uno dei contestatori presenti, Marco Barone del Gruppo Resistenza Storica di Fiume, che nel distribuire ai passanti la lettera già diffusa in luglio dal sindaco di Fiume ha dichiarato: “Si sta realizzando una pagina vergognosa nella storia di Trieste perché si celebra un personaggio che ha fatto dell'antislavismo, politico o meno, il suo simbolo. Con questo concetto è andato a occupare Fiume e definiva gli sloveni, croati e servi 'schiaveria bastarda e mandria di porci'. In questa stessa piazza, oggi ci sarà lo Slofest, il festival degli Sloveni in Italia. Una contraddizione incredibile”.

Rossi: "D'annunzio, utopista e rivoluzionario"

L'assessore Rossi ha invece invitato a osservare la figura di D'Annunzio e l'impresa di Fiume nel suo contesto storico: “Dopo pochi anni ci sarebbe stato il nazismo e il fascismo e in Russia già imperava il Comunismo: stavano avanzando tutte le dittature che avrebbero sconvolto con centinaia di migliaia di morti l'Europa. In quel contesto D'Annunzio ha avuto un'illuminazione e ha inserito la sua visione utopica nella carta del Carnaro, che descrive la parità dei sessi, la libertà religiosa, il rapporto con la donna, argomenti che ancora oggi cerchiamo di risolvere. Una persona capace di andare al di là e vedere nel futuro. Questo è un d’Annunzio che legge, posato e che riflette, non quello delle azioni forti ed è questa la realtà di questo personaggio”. 

Il progetto con le scuole

“D’Annunzio - ha poi dichiarato una commossa Angela Brandi – fu il realizzatore, almeno per 16 mesi, di una grandissima utopia, quella di costruire una città ideale, ma soprattutto una città, Fiume, italiana”, annunciando poi un progetto con le scuole per far conoscere il valore e l’attualità di quella “costituzione innovativa” che fu la “Carta del Carnaro”.

Guerri: "Predicava multietnismo e pace tra i popoli"

“D’Annunzio amava Trieste - ha ricordato Guerri – era il capo dell’irredentismo italiano e l’irredentismo significava Trento e Trieste. Quindi possiamo considerare d’Annunzio come uno dei liberatori di Trieste, se Trieste è italiana è anche merito suo. Un grande scrittore che veniva qua già nell’ottocento a rappresentare le sue tragedie con Eleonora Duse, la sua statua sta benissimo assieme a quella di Joyce, Svevo e Saba”. Guerri ha poi specificato che nella Carta del Carnaro “si prevede multiculturalismo, multietnismo, multilinguismo, autonomia comunale tutto quanto per vivere serenamente in pace tra popoli”.

La statua

La statua, costata poco meno di 18 mila euro, è stata realizzata dallo scultore e medaglista Alessandro Verdi, nato a San Pellegrino Terme (Bergamo) nel 1947, che è anche autore della grande statua di Papa Giovanni XXIII nel Duomo di Bergamo. 

La polemica sulla pedana

Trattandosi di una copia (ne esistono tre in tutto), la statua non è stata pensata per la panchina in piazza della Borsa, quindi i piedi del Vate si trovavano leggermente sollevati dal suolo e questo ha reso necessario installare una pedana per dare al poeta la necessaria connessione con la terra. Già le polemiche in rete parlavano di un “errore di progettazione”, ma tra le tante dispute in corso, almeno a una possiamo dare una risposta univoca.

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