Gli infermieri scendono in piazza: "Dopo tanti sacrifici solo promesse"

Il flash mob, apolitico e slegato dai sindacati, si è svolto in piazza Unità sotto una pioggia battente. E' stato organizzato attraverso il gruppo “Movimento Nazionale Infermieri” e ha toccato oltre 30 città italiane. Il tutto in previsione di un'unica manifestazione a livello nazionale

Foto: Infermieri di Successo (Facebook)

Sono scesi in piazza per rivendicare i loro diritti sotto una pioggia inclemente gli infermieri di Trieste. Una rappresentanza nutrita nei limiti del possibile, in quanto la maggior parte di loro era, come al solito, in prima linea negli ospedali e nelle strutture sanitarie private. Alle 10 del mattino di oggi, lunedì 15 giugno in piazza Unità, sono scesi tra la gente armati di ombrello e un palloncino rosso, a simboleggiare i colleghi che hanno perso la vita nella  strenua battaglia contro il Covid 19. I palloncini sono stati fatti poi volare verso il cielo in un gesto simbolico e toccante. Il flash mob, apolitico e slegato dai sindacati, è stato organizzato attraverso il gruppo “Movimento Nazionale Infermieri” grazie al tam tam sui social, e ha toccato oltre 30 città italiane. Il tutto in previsione di un'unica manifestazione a livello nazionale.

"Solo promesse"

Sono coloro che in questi mesi sono stati chiamati eroi ma che per il momento, nei fatti, non si sono sentiti riconosciuti come tali: “Siamo le persone della porta accanto che salvano vite mentre tutti dormono – hanno dichiarato gli organizzatori durante la manifestazione -. Alcuni di noi sono stati ricoverati al Lazzaretto in quarantena e non hanno visto le famiglie per dei mesi. Nonostante tutto questo siamo stati dimenticati, abbiamo ricevuto solo promesse e siamo stati liquidati con poche decine di euro sulla busta paga. Il nostro lavoro non è neanche riconosciuto come usurante anche se siamo sottoposti a notevole stress psicofisico”.

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Le richieste

Le richieste dei manifestanti riguardano esigenze che da anni vengono rivolte al Governo ma che al momento non sono state ancora soddisfatte: uscita dal comparto,inquadramento definito delle competenze esperte e specialistiche, superamento del rapporto di esclusività con l'azienda sanitaria,alleggerimento della burocrazia, allineamento dei salari ai colleghi europei, aumento del personale infermieristico e di supporto, equiparazione tra il pubblico e il privato e valorizzazioni dei percorsi di studi. “Non siamo vittime sacrificali – hanno poi concluso i manifestanti prima di lasciar andare i palloncini nell'aria -. Più di 3000 persone hanno sostenuto il presidente dell'Autorità portuale sabato scorso, ora chiediamo ai cittadini di manifestare anche per noi, che ci siamo e ci saremo sempre”.

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