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Lunedì, 17 Gennaio 2022
La protesta / Largo della Barriera Vecchia

"La Salute è in svendita", un centinaio di manifestanti in largo Barriera contro i tagli alla Sanità

La protesta nasce contro l'ipotizzata riforma sanitaria e il piano aziendale Asugi, che prevede di ridurre distretti e centri di salute mentale

Un centinaio di persone in largo Barriera si sono riunite ieri per protestare contro l'ipotizzata riforma sanitaria e il piano aziendale Asugi, che prevede di ridurre distretti e centri di salute mentale. "La Salute Territoriale di Trieste è in svendita - dichiarano i manifestanti - Ridurre a metà i distretti sanitari e i centri di salute mentale, accorpare salute mentale e dipendenze vuol dire allontanare i servizi dalle persone e dai loro bisogni!". 

"Il piano aziendale proposto dall'Azienda Sanitaria per il territorio giuliano riduce i servizi di salute territoriale - spiegano in una nota le “cittadine e i cittadini per una salute pubblica e di prossimità” -, diminuendo la capacità del sistema di salute di essere vicino alla cittadinanza. Così si pone a rischio un modello di eccellenza territoriale, attaccando soprattutto il sistema triestino, già indebolito dalla scelta di non sostituire il personale in uscita negli ultimi anni. È una strategia portata avanti da diverso tempo che si affianca a una generale tendenza a portare i servizi distanti dalla cittadinanza, svuotandoli di senso e di direzione".

Una situazione che, secondo i promotori, porterebbe "all'impoverimento dei servizi pubblici e a uno spostamento delle risorse pubbliche a favore di strutture specialistiche, non votate al bene pubblico ma all’interesse privato e che hanno drammaticamente mostrato i loro limiti negli ultimi due anni di pandemia. L'Assessore Riccardi aveva dichiarato a inizio legislatura che il suo obiettivo era spostare ingenti risorse pubbliche dedicate alla sanità verso il settore privato. A quanto pare la violenza sociale e sanitaria della pandemia non gli ha fatto cambiare idea".

"I dati epidemiologici attuali - si evidenzia nella nota - mostrano l'efficacia di un modello territoriale di prossimità, ma il modello triestino è stato riconosciuto come un'eccellenza globale nella salute mentale dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. E infine le linee di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza promuovono proprio questa direzione con cospicui finanziamenti. L'organizzazione proposta nell'Atto aziendale per Trieste non dà risposte alle persone più fragili, agli anziani, a chi si trova ogni giorno a confrontarsi con i servizi e dovrà battere a mille porte visto che la complessità dei propri problemi non troverà più una risposta coordinata e integrata. E così i cittadini dovranno cercare la propria strada nelle strutture decadenti di Cattinara oppure in distretti accorpati in modo fantasioso, che sposteranno a chilometri di distanza servizi che fino ad oggi sono di prossimità". 

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