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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Il ricordo di una ex collega / Cologna - San Giovanni / Via Verrocchio

"Ci vuole coraggio per suicidarsi, Liliana non ne aveva"

Il ricordo è quello di una sua ex collega della Regione Friuli Venezia Giulia, che aveva condiviso gli anni di lavoro nella Direzione centrale delle Attività Produttive in via Trento

TRIESTE – Liliana Resinovich aveva lavorato come dipendente della Regione Friuli Venezia Giulia, presso la Direzione centrale delle Attività Produttive di via Trento. Tra i vari ricordi, oltre a quello dell’amante Claudio Sterpin, che ha più volte raccontato i loro incontri negli uffici in virtù dell’impegno istituzionale che l’anziano portava avanti in una associazione sportiva, c’è quello di una sua ex collega. Secondo quanto raccolto da TriestePrima, le due si incontrano nel 2018. La donna ha chiesto l’anonimato. 

"Subito pensato al peggio"

“Quando abbiamo appreso la notizia della sua scomparsa – così l’ex collega -, abbiamo subito pensato al peggio. Per suicidarsi ci vuole coraggio, e lei non ne aveva”. Un particolare importante, questo riportato dalla ex collega che tratteggia ancora una volta l’esistenza, all’apparenza, dimessa di Liliana. “Sul posto di lavoro – continua – è sempre stata molto efficiente e disponibile. A livello personale era molto riservata e forse un po' triste, non so. Quando ci si vedeva la mattina, prima di iniziare a lavorare, era sempre assorta nei suoi pensieri. Sai, quando ti trovi in ascensore di solito si parla del tempo e non si va mai oltre, ma anche in quel contesto faceva fatica. Si percepiva una sorta di tristezza”.

Gli incontri al bar Joyce

Dopo la pensione, Liliana era solita ritrovarsi un giorno la settimana all’interno del bar Joyce, all’angolo tra via Roma e via Genova. Oggi, di quel periodo, non rimane praticamente nulla. Anche il bar ha cambiato gestione. A volte, all’interno del Joyce, compariva anche Sebastiano, anche se raramente. “Non ha mai parlato della sua sfera personale – così prosegue il racconto -, era molto molto riservata”. Un dato che emerge è quello del rapporto con il marito. “Tra colleghe si parlava di lei, perché lo aveva a carico, e per noi era anomalo, ci chiedevamo come mai”. La vita di Sebastiano e Liliana, assieme, era una vita felice? Cosa c’è di errato nella narrazione dell’amore? Le foto sui social pubblicate ogni giorno che immagine restituiscono a chi le osserva?

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"Liliana era manipolabile"

“Poi, facevano tutti quei viaggi, ma era lei che teneva su la famiglia” continua l’ex collega della Regione. “Prima di andare in pensione so che ha fatto un pranzo a cui ha partecipato anche il marito, anche questo ci è parso strano. L'impressione che ho avuto è che fosse una persona timida e fragile, quindi, – uso un termine forte – manipolabile”.

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