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Malattie cardiovascolari: 900mila euro da CRTrieste per il progetto "Cardiorigen"

Un progetto finalizzato a sviluppare nuove terapie genetiche per la rigenerazione cardiaca in seguito all'infarto e creare cellule staminali personalizzate in modo da attuare la miglior terapia per ciascun paziente

Un investimento di 900mila euro in tre anni sarà stanziato dalla fondazione CRTrieste per CardioRiGen: un progetto di ricerca e assistenza cardiologica avanzata che ancora una volta mette Trieste e il Friuli Venezia Giulia ai vertici della ricerca internazionale, e che vedrà lavorare in sinergia AsuiTs e Icgeb. Questi gli obiettivi: sviluppare nuove terapie genetiche per la rigenerazione cardiaca in seguito all'infarto e creare cellule staminali personalizzate in modo da attuare la miglior terapia per ciascun paziente attraverso tecnologie di sequenziamento del DNA. 

Obiettivi particolarmente pertinenti in Friuli Venezia Giulia, una delle regioni con la maggior incidenza di malattie cardiovascolari (quasi 6.000 decessi ogni 100.000 abitanti). Come ha dichiarato Gianfranco Sinagra, direttore della struttura complessa di cardiologia e del dipartimento cardiotoracovascolare dell’ospedale di Cattinara dove, negli ultimi 10 anni, sono stati accolti oltre 1200 casi di infarto del miocardio acuto nonché numerose patologie cardiovascolari ereditarie.

Il progetto coinvolge 20 persone tra medici, ricercatori, dottorandi, specializzandi, borsisti, e opererà tra il laboratorio del Centro clinico sperimentale di cardiolologia molecolare a Cattinara, (fondato 10 anni fa proprio grazie al sostegno della Fondazione), e il Laboratorio di medicina molecolare dell’Icgeb.

Non è la prima volta che la Fondazione CRTrieste stanzia un così cospicuo contributo alla ricerca medica (un altro investimento di 900mila euro era stato concesso nel 2010), e a questo proposito la presidente Tiziana Benussi ha dichiarato: "il sostegno alla ricerca è uno dei primi obiettivi della Fondazione. Dobbiamo mantenere le eccellenze della ricerca medica in ambito regionale, la fuga dei pazienti verso altri lidi ha un costo notevole per l'azienda, mentre se i pazienti arrivano da altre regioni per farsi curare si crea valore aggiunto". Grande gratitudine verso la CRT è stata espressa dal direttore dell'AsuiTS Antonio Poggiana.

«A partire da una singola cellula del sangue o della pelle è oggi possibile ottenere per ogni paziente una coltura di cellule staminali personalizzate, che poi possono diventare cellule contrattili del cuore - spiega Mauro Giacca, direttore di Icgeb - E’ un approccio di straordinario valore per saggiare l’efficacia di farmaci in maniera personalizzata per ogni singolo paziente, attualmente offerto soltanto dai centri clinici più prestigiosi a livello internazionale. Oltre a questa medicina di precisione, porteremo anche avanti i nostri studi sulla possibilità di rigenerare il cuore dopo un infarto, un traguardo che oggi sembra possibile grazie alla scoperta di piccoli RNA in grado di rimettere in moto il meccanismo di proliferazione delle cellule cardiache».

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