Furia e devastazione / Barcola - Gretta / Viale Miramare

Barcola ferita e spazzata via dal libeccio, cronaca di un San Giusto da dimenticare

La nottata tra il 2 e il 3 novembre non aveva rilevato grandi criticità, ma dalla tarda mattinata il lungomare triestino è stato interessato da un evento di proporzioni devastanti. Spinto dal libeccio, il mare ha allagato la pineta, distrutto aree gioco, locali e stabilimenti balneari. La conta dei danni è altissima: "Milioni di euro" così Michele Babuder. Il racconto di un altro 3 novembre, come sempre accade in questa città, che finirà nella storia triestina

TRIESTE - La forza devastante delle onde del mare, sospinte dal vento di libeccio, si è abbattuta contro il litorale triestino. Una allerta meteo annunciata da tempo, ma che nessuno pensava potesse manifestarsi con così tanta furia. L'Adriatico ha fatto la voce grossa, supportato dalle centinaia di millimetri di pioggia caduti in poche ore sull'arco alpino e finiti nel bacino dell'Isonzo. Il fiume "sacro ai popoli d'Europa" si è alzato in piedi, in alcuni punti ha sfiorato i dieci metri, spingendo con violenza milioni di metri cubi d'acqua dolce verso il golfo di Trieste. La zona orientale è stata quella più colpita, mentre il tratto meridionale del golfo è stato pressoché risparmiato. Muggia ha vissuto nuovamente il fenomeno dell'acqua alta, ha chiuso la strada per Lazzaretto, ma senza particolari criticità. 

Verso la richiesta dei danni per calamità naturale

Barcola ha pagato conseguenze ben più importanti. "Ci sono danni per milioni di euro" così Michele Babuder, assessore all'Urbanistica del Comune di Trieste che, nel giorno in cui il capoluogo giuliano festeggia il suo santo patrono, ha passato la giornata nella "sua" Barcola assieme al direttore dei Lavori pubblici, Giulio Bernetti. "Credo ci siano gli estremi per valutare la richiesta di danni per calamità naturale" ha sottolineato l'esponente forzista. Alle sue parole han fatto seguito quelle del sindaco Roberto Dipiazza, giunto sul litorale nel pomeriggio. "Mai vista una cosa del genere, dobbiamo ricominciare tutti assieme" ha commentato il primo cittadino. Presente a Barcola anche l'assessore regionale all'Ambiente, Fabio Scoccimarro, che ha parlato del progetto per rifare la linea di costa. Il Comune, viste le condizioni meteo, ha deciso di chiudere la strada Costiera per tutta la notte. "Non andate a passeggiare lungo la costa, è pericoloso", questo l'invito rivolto attraverso i canali social ai residenti.  

"Non si è salvato quasi niente"

Dal porticciolo di Barcola fino al bivio di Miramare le scene di devastazione si sono mischiate a quelle dei tanti triestini curiosi. Selfie, video ed istantanee di un 3 novembre che - come sempre d'altronde, oggi per altri motivi rispetto al passato - finirà per avere il suo trafiletto nella storia della città. I vigili del fuoco e le forze dell'ordine sono stati chiamati a fare gli straordinari, come pure i tecnici dell'Acegas, impegnati nella pulizia delle strade invase da detriti scaraventati dal mare fino in viale Miramare. La pineta è finita sott'acqua, i sanpietrini sparsi un po' qua e un po' là come in un mosaico da ricostruire, la statua della mula de Barcola divelta, caduta e messa in sicurezza quasi subito; danni ingentissimi allo stabilimento balneare Sticco, ma anche alle tante imbarcazioni lungo tutta la costa. "Ferito" anche il locale Il Pane quotidiano, con l'acqua del mare che ha danneggiato seriamente le vetrate. Quasi tutte le aree gioco della pineta sono state distrutte, non si è salvato praticamente niente. La furia del mare ha ridisegnato anche la linea di costa, spostando alcuni massi di calcare posizionati prima dei Topolini. "Sembra l'Atlantico", queste le parole di un giovane triestino.   

"Non chiamatelo maltempo"

Un paio di pedalò sono "atterrati" nei pressi della fontana di Barcola, mentre in viale Miramare i residenti cercavano di raggiungere le loro case, facendo slalom tra un blocco della polizia locale e un camion di addetti ai lavori. Una vera e propria emergenza, gestita nel migliore dei modi possibile (per quanto si possa pensare di gestire un fenomeno naturale di tale portata), ma che secondo quanto diramato dalla protezione civile del Friuli Venezia Giulia non sembra essersi del tutto placata. Nella giornata di domani 4 novembre è attesa l'ennesima allerta meteo, questa volta, però, di minore intensità. Il gigantesco volume d'acqua dei fiumi potrebbe portare a nuovi episodi di alta marea, ma complessivamente la regione dovrebbe vivere una giornata (quasi) di tregua. "Non chiamatelo maltempo, sono eventi estremi sempre più frequenti" ha tuonato la riserva marina di Miramare sui social. Tra gli hashtag utilizzati anche quello relativo ai cambiamenti climatici. Perché sì, nella storia recente di Barcola, onde del genere non si erano mai viste. 

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