Migranti, Serracchiani: "In arrivo a Trieste 40 poliziotti da Roma"

La deputata del Pd riferisce la decisione del ministro dell'Interno: "Saranno rafforzate le misure di prevenzione degli attraversamenti e ci sarà maggiore disponibilità delle Autorità slovene alle riammissioni informali degli immigrati"

In arrivo da Roma 40 agenti di Polizia a Trieste e otto a Gorizia per il presidio della cosiddetta Rotta Balcanica. Dopo il rintraccio di 160 migranti in un solo giorno e gli appelli della politica a un intervento del Governo, come già anticipato ieri dall'assessore regionale Roberti non si è fatta attendere la risposta del ministero dell'interno. Come anticipa la deputata dem Debora Serracchiani, l'intervento consisterà nel "rafforzamento delle misure di prevenzione degli attraversamenti, maggiore disponibilità delle Autorità slovene alle riammissioni informali degli immigrati, circa 40 nuovi agenti a Trieste a rinforzo del personale di Polizia‎: sono gli effetti concreti dell'intervento del Ministero dell'Interno a fronte delle esigenze dei territori interessati dalla Rotta balcanica". Lo rende noto la deputata dem Debora Serracchiani, aggiungendo che "altre otto unità sono assegnate a Gorizia" e precisando che "questo è il risultato di un dialogo continuo e fruttuoso con il Ministero dell'Interno, ora guidato con attenzione ai risultati piuttosto che agli annunci".

Ammissioni informali e accordi bilaterali

"A seguito della ripresa degli ingressi - spiega la parlamentare - l'interlocuzione del Viminale con le omologhe autorità slovene ha portato alla decisione di dare nuovo impulso alle riammissioni informali, che avverranno in base all'accordo italo-sloveno già in vigore. Le attività delle forze dell'ordine saranno coadiuvate dal personale dell'Esercito già dislocato sul territorio. Esprimiamo soddisfazione - aggiunge - per i rinforzi assegnati alla Polizia, che sono già in parte arrivati e che entro maggio saranno tutti qui".

Per Serracchiani "oltre ai fondamentali rapporti bilaterali italo-sloveni, e' necessario tenere in debito conto che la frontiera esterna di Schengen non è la nostra, e che occorre avviare una più vasta azione internazionale con il pieno coinvolgimento della Ue. Perché non c'e' muro o Covid che tenga - conclude - quando sei disperato e in mano dei trafficanti".

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