Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Marzo il mese più difficile, il Fvg anticipa Roma e corre ai ripari

L'ordinanza firmata da Massimiliano Fedriga prevede la zona arancione nelle province di Udine e Gorizia e la chiusura delle scuole in tutto il territorio regionale. "Mi assumo la responsabilità di fare scelte difficili"

Il Friuli Venezia Giulia agisce in anticipo per cercare di contenere il più possibile la diffusione del virus e punta il dito contro i ritardi dell'Unione Europea sula somministrazione del vaccino. Oltre al passaggio di Udine e Gorizia in zona arancione e alla chiusura delle scuole in tutto il territorio regionale per i prossimi 15 giorni (a partire da lunedì 8 marzo ndr), il presidente Massimiliano Fedriga si è assunto la "la responsabilità di scelte difficili” e ha chiesto l'accelerazione sulle "vaccinazioni di massa" al fine si superare restrizioni che “non possono essere l’alternativa alla campagna vaccinale”.

L’ordinanza si è resa necessaria a causa della “impennata importante data soprattutto dalla presenza della variante inglese sul territorio nazionale e regionale”. Secondo segnalazioni fatte dall’Istituto Superiore di Sanità e recepite dal Friuli Venezia Giulia, i prossimi trentuno giorni rappresenteranno il mese “più critico, con il picco previsto dopo metà marzo” e un auspicato miglioramento, come avvenuto nel 2020, da aprile in avanti.

“Oggi – così Fedriga - mi prendo la responsabilità di far pagare un ulteriore prezzo a chi l’ha già pagato, e penso agli studenti e agli esercenti, ma ili Friuli Venezia Giulia non sarà più disponibile a ragionare in questa maniera se non ci sarà un cambio di passo in relazione alla campagna vaccinale. Andiamo verso un nuovo sacrificio perché l’Unione Europea è in ritardo”. A preoccupare maggiormente è “l’aumento negli ultimi giorni delle ospedalizzazioni in area medica”.

Sulle scuole, l’assessore regionale Alessia Rosolen ha difeso la scelta di far ripartire più tardi la scuola in presenza, a differenza di quelle regioni partite prima ma che “oggi si ritrovano in zona arancione”. Una nota dell’Associazione degli Epidemiologi italiani mette in guardia i governi evidenziando come il trend dei contagi tra i giovani sia particolarmente marcato tra gli 11 e i 18 anni. “Andremo in deroga per gli studenti disabili, i ragazzi con i cosiddetti bisogni speciali e anche per chi non è in possesso dei dispositivi digitali per poter seguire le lezioni a distanza”. 

Sul fronte dei vaccini, il vicegovernatore con delega alla Sanità Riccardo Riccardi ha parlato di “143mila prenotazioni per la prima dose” e la chiusura della partita in merito alle prenotazioni degli operatori sanitari in regione. Il vaccino AstraZeneca è arrivato a toccare la capacità di immunizzazione “al 76 per cento dopo la prima dose, l’82 per cento post seconda dose”. In merito alle prossime categorie che dovrebbero essere raggiunte nel prosieguo della campagna vaccinale (dopo il personale sanitario, gli over 80 e i servizi essenziali ndr), Riccardi ha chiesto “chiarezza” nelle indicazioni da parte del governo. “L’area della vulnerabilità deve avere una priorità in ordine ai flussi e alle dosi disponibili ma auspico che il decreto ministeriale vada a rivedere, sulle base di evidenze scientifiche, le parti che compongono i servizi essenziali e l’area della vulnerabilità”.

Sulla base di proiezioni provvisorie, nelle diverse province regionali il virus corre in maniera disomogenea. Se la media Fvg parla di 236 positivi ogni 100mila abitanti, le situazioni critiche sono rappresentate proprio da Udine e Gorizia dove, rispettivamente, si è arrivati a quasi 400 e 250 casi. Trieste e Pordenone vivono una situazione leggermente migliore, con 147 e 113 contagi ogni 100mila abitanti.  “La svolta avverrà quando la campagna vaccinale sarà di massa” ha concluso Fedriga ricordando che “l’obiettivo è quello di far durare l’ordinanza il meno possibile”.

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