Domenica, 14 Luglio 2024
La proposta di Giulia Massolino / S. Giacomo - Ponziana / Piazza Edmondo Puecher

Ovovia, verso un'interrogazione alla Commissione europea

A proporlo è Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia, che è stata a Bruxelles come ambasciatrice del Patto europeo per il clima: "Se in sede di valutazione la Commissione europea dovesse ritenere che il criterio del Pnrr di non arrecare danno significativo all'ambiente non sia stato rispettato, il finanziamento non sarebbe erogato. I triestini si troverebbero sulle spalle i costi di manutenzione di oltre 5 milioni all'anno e i costi di costruzione: 62 milioni di euro"

TRIESTE - Il "caso Ovovia" potrebbe diventare oggetto di un'interrogazione alla Commissione europea, oltre che di una raccolta firme al Parlamento europeo. Lo ha annunciato oggi la consigliera Regionale del Patto per l'Autonomia Giulia Massolino: "Sono stata a Bruxelles come ambasciatrice del Patto europeo per il clima, ma anche per alcuni incontri sul tema dell'ovovia a Trieste. In particolare, ho incontrato alcuni parlamentari e dirigenti della European Free Alliance (Efa), di cui il Patto per l'Autonomia fa parte e che siedono in Parlamento a fianco dei Verdi europei, per concordare alcune nuove azioni istituzionali da intraprendere". 

"Le recenti evidenze sul progetto, in particolare l'esito negativo del procedimento di Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) di metà ottobre - aggiunge la Massolino -, ci hanno suggerito di presentare una nuova interrogazione alla Commissione europea. Sappiamo, infatti, che la valutazione finale in merito al rispetto del criterio del Pnrr di non arrecare danno significativo all'ambiente (il famoso Dnsh) avverrebbe appena nel 2026. Se in sede di valutazione la Commissione europea dovesse ritenere che tale criterio non sia stato rispettato dall'opera, il che, dato l'impatto ambientale negativo attestato dalla Vinca, è più che possibile, semplicemente il finanziamento non sarebbe erogato: oltre al danno, anche la beffa. Le triestine e i triestini si troverebbero sulle spalle non solo gli ingenti costi di manutenzione ordinaria e straordinaria di oltre 5 milioni all'anno, ma anche l'intero importo dei costi di costruzione: 62 milioni di euro". Per questo la consigliera intende proporre anche una raccolta firme al Parlamento europeo, suggerendo al comitato No ovovia di supportare una petizione, dopo la bocciatura del referendum, per portare il tema all'attenzione dell'Europa.

Presente alla conferenza stampa anche il presidente del comitato No Ovovia Villiam Starc, che ha dichiarato come, a oggi, per i vari incarichi affidati nell'ambito della cabinovia, il Comune avrebbe speso "oltre un milione di euro, già messi a bilancio", cifra che comprende "il progetto dell'architetto Fuksas per la stazione principale, costato 170mila euro", oltre alle "indagini geologiche, archeologiche e per individuare eventuali ordigni bellici". 

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