Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Dalla Regione 400mila euro per sostenere la libera professione

Approvati due regolamenti che prevedono la concessione di contributi per l'avvio di attività professionali. L'assessore al Lavoro Loredana Panariti: «Con queste linee contributive l'Amministrazione regionale interviene nell'emergenza occupazionale. Azioni di contrasto alla disoccupazione, soprattutto giovanile»

Approvati oggi all'unanimità dalla II Commissione consiliare i due regolamenti di modifica a quelli già in vigore da ottobre 2015, rivolti ai liberi professionisti ordinistici e non ordinistici e che prevedono la concessione di contributi per le spese di avvio e di funzionamento dei primi tre anni di attività professionale in forma individuale, associata o societaria. È stata introdotta la possibilità per i professionisti di chiedere il contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammesse, oltre che per le spese ancora da sostenere, anche per quelle già sostenute nei dodici mesi precedenti la data di presentazione della domanda, purchè effettuate nel primo triennio di attività professionale.

Nel caso in cui le spese sostenute nei dodici mesi precedenti siano almeno pari al 70% delle ammesse, contestualmente all'ammissione della spesa sarà erogata la parte di contributo riferita alle spese già sostenute; ciò consentirà al beneficiario di "recuperare liquidità", utile per effettuare le eventuali ulteriori spese, ad esempio quelle inserite in domanda ancora da sostenere. Inoltre, tra le spese ammesse (beni strumentali, attrezzature, locazione, arredi, hardware, software, ristutturazione, sito web, abbonamenti a banche dati, acquisto di testi, etc) sono state inserite le spese connesse ai servizi di "coworking", una modalità di svolgimento della professione, diffusa soprattutto tra i giovani professionisti, che prevede la condivisione di un ambiente di lavoro all'interno di una struttura attrezzata e organizzata.

È stata limitata l'esclusione dall'intervento contributivo solo ai professionisti che contemporaneamente all'attività professionale sono anche lavoratori dipendenti a tempo indeterminato ed è stato previsto l'obbligo di avere adeguata copertura assicurativa per la responsabilità civile, per danni arrecati nell'esercizio dell'attività, per i professionisti non ordinistici iscritti ad un'associazione inserita nell'Elenco delle associazioni che rilasciano l'attestato di qualità dei servizi pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico.

È stata anche introdotta una norma di salvaguardia che prevede la certezza della copertura finanziaria per tutte le domande presentate in conformità a quanto disposto dai Regolamenti attuativi. Nel complesso la Regione mette a disposizione, per il 2016, 400 mila euro per sostenere, nei primi tre anni di attività professionale, da un lato i prestatori di attività ordinistiche e non ordinistiche che iniziano un'attività professionale individuale (300 mila euro) e dall'altro l'avvio di forme associate e societarie (100 mila euro). I testi integrali dei regolamenti e la modulistica per la presentazione della domanda di contributo sono disponibili sul sito web istituzionale www.regione.fvg.it.

«Le professioni rappresentano un settore economico con un indotto e un volume di lavoro rilevanti, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, in virtù dell'apporto intellettuale. Con queste linee contributive l'Amministrazione regionale - spiega l'assessore al Lavoro Loredana Panariti - interviene, nell'emergenza occupazionale, oltre che con interventi rivolti al lavoro dipendente, anche supportando i professionisti promuovendo azioni di contrasto alla disoccupazione, soprattutto giovanile, presente in maggior misura tra soggetti ad elevata scolarizzazione, mediante la concessione di contributi a soggetti che intendono iniziare un percorso lavorativo nella libera professione, sia in forma individuale che associata o societaria».

Da segnalare, infine, che a seguito dell'adeguamento dei regolamenti a partire dal mese di ottobre 2015 le misure hanno riscontrato un forte successo: le domande negli ultimi due mesi del 2015 sono state 32 contro le 22 presentate nei primi 10 mesi. Nel 2016 le domande al 29/02 erano già 35 contro una media annuale in passato molto inferiore.

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