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L'ombra del riciclaggio a Trieste: quinta in Italia per operazioni sospette

E' critica la situazione relativa alla criminalità nelle Pmi: oltre 105mila operazioni sospette di riciclaggio segnalate nel 2019 alla Banca d'Italia. Nel 2020 i dati sono in aumento

La criminalità si insinua tra le piccole e medie imprese tanto che nel 2019 sono state segnalate all'Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d'Italia oltre 105mila operazioni sospette di riciclaggio, e Trieste registra una crescita che spaventa. E' l'allarme lanciato dalla Cgia, l'associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre: "Un record mai toccato prima. Stiamo parlando di presunti illeciti compiuti in massima parte da organizzazioni criminali che cercano di reinvestire in aziende o settori 'puliti' i proventi economici derivanti da operazioni illegali". 

Trieste quinta città in Italia

A livello provinciale le realtà che nel 2019 hanno registrato il più alto numero di segnalazioni giunte all'Unità informazione finanziaria ogni 100 mila abitanti sono state Prato (344,6 ogni 100 mila abitanti), Milano (337,1), Imperia (275,9), Napoli (270,7), Trieste (235,8), Parma (225) e Caserta (209,4), Firenze (208,7), Roma (208,1), Brescia (206,6). Quelle meno investite, invece, riguardano L'Aquila (76,9), Chieti (75), Nuoro (46,5) e il Sud Sardegna (45,9). La media nazionale è stata pari a 175,3 ogni 100 abitanti.

La Campania è la regione più a rischio

A livello territoriale le regioni più "colpite" nel 2019 sono state la Campania (222,8 segnalazioni ogni 100 mila abitanti), la Lombardia (208,1) la Liguria (185,3) e la Toscana (184). Le realtà meno interessate, invece, sono state l'Abruzzo (115,7 ogni 100 mila abitanti), l'Umbria (110,3) e la Sardegna (86,6). Rispetto al 2018, Sicilia (+26,3%), Molise (+23,8%) e la Basilicata (+17,4%) sono state le realtà che hanno registrato le variazioni percentuali di crescita del numero di segnalazioni più importanti. Infine, le uniche regioni in controtendenza sono state il Piemonte (-0,5%), la Toscana (-1,6%), l'Umbria (-3,3%) e la Valle d'Aosta (-4,3%).

Le organizzazioni criminali fatturano 170 miliardi all’anno

Nel primo quadrimestre 2020, inoltre, la Uif ha ricevuto 35.927 segnalazioni, con un incremento del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. "Secondo una nostra stima su dati della Banca d'Italia - dichiara il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo - ammonta a circa 170 miliardi di euro l'anno il fatturato ascrivibile all'economia criminale presente in Italia. Praticamente lo stesso Pil della Grecia. Va segnalato, in base alle definizioni stabilite a livello internazionale, che questo importo non include i proventi economici provenienti da reati violenti, come furti, rapine, usura ed estorsioni, ma solo da transazioni illecite caratterizzate dall'accordo tra un venditore e l'acquirente. Come, ad esempio, il contrabbando, il traffico di armi, le scommesse clandestine, lo smaltimento illegale dei rifiuti, il gioco d'azzardo, la ricettazione, la prostituzione e la vendita di sostanze stupefacenti.

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