L'omicidio-suicidio / Barriera Nuova - Città Nuova / Via del Ghirlandaio

“Spari a mezzogiorno”, spunta la testimonianza sulla tragedia di via Ghirlandaio

Un residente in viale d’Annunzio dichiara di aver sentito dei colpi, che inizialmente gli sono sembrati petardi, lo stesso giorno in cui sono stati rinvenuti i corpi dei coniugi. Intanto le indagini mettono in dubbio la data del presunto omicidio suicidio

TRIESTE - Due o tre spari nella tarda mattinata, qualche ora prima che i Carabinieri trovassero i corpi senza vita di Roberto Fabris e Iolanda Pierazzo: spunta una testimonianza sulla tragedia che ha sconvolto Trieste lo scorso lunedì sei marzo. A parlare è un residente in viale D’Annunzio, che abita all’altezza dell’appartamento degli anziani coniugi nella parallela via Ghirlandaio. “Ho sentito quelli che sembravano dei ‘botti’ - dichiara il testimone a Trieste Prima - saranno state le 11:30 o mezzogiorno dell’altro ieri (lunedì sei marzo, ndr). Due o tre colpi che, sul momento, mi sono sembrati petardi, infatti mi è parso strano, a quell’ora. Anche mia madre ha sentito qualcosa, in quel momento si trovava in via Settefontane, a casa di un’amica”. Secondo quanto si apprende, i militari dell'Arma sono arrivati sul posto intorno alle 16.

Le indagini non hanno ancora stabilito il momento in cui potrebbe essersi consumato l’omicidio - suicidio, al momento è in discussione non solo l’ora ma anche il giorno, che non necessariamente sarebbe lo stesso del ritrovamento. Secondo le ricostruzioni, Fabris avrebbe sparato alla moglie, per poi togliersi la vita assumendo un mix di farmaci. Sconosciuto il movente. Secondo le testimonianze raccolte ieri da Trieste Prima nessuno degli inquilini del condominio sembra aver sentito quei colpi.

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