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Vaccini agli operatori sanitari, Telesca: «Raccomandato dall'Oms e parte del protocollo regionale di sorveglianza sanitaria dei lavoratori»

«Per morbillo, rosolia e varicella necessaria la sierologia di immunità naturale o la documentazione di avvenuta vaccinazione»

«Garantire la vaccinazione degli operatori socio sanitari, oltre ad essere raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità, rientra nella campagna di prevenzione che stiamo portando avanti da tempo e fa parte del protocollo regionale di sorveglianza sanitaria dei lavoratori».
Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca rispondendo in aula all'interrogazione del consigliere Andrea Ussai (M5S) nella quale si chiedeva quale fosse l'opportunità e la strategia regionale sugli accertamenti degli operatori sanitari dell'Asui di Udine a contatto con i bambini; personale che, a breve, sarà sottoposto a prelievi sierologici per accertare la loro immunità nei confronti di morbillo, parotite, varicella e rosolia.

Nel suo intervento, Telesca ha specificato che gli operatori sanitari sono particolarmente a rischio di contrarre malattie contagiose e di trasmetterle ai propri pazienti.
«Per il morbillo, la rosolia e la varicella - ha detto l'assessore regionale - l'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda loro il vaccino nei confronti di tali malattie, che deve essere documentata attraverso la sierologia di immunità naturale o la documentazione di avvenuta vaccinazione. Per l'Oms questo percorso dovrebbe rappresentare un prerequisito per l'inserimento lavorativo».

Telesca ha inoltre posto in evidenza come anche il Piano nazionale per la prevenzione vaccinale obblighi a una adeguata profilassi gli operatori sanitari e il personale impegnato nelle scuole e in generale nei luoghi maggiormente frequentati dai bambini.
«A ciò si aggiunge - ha poi spiegato - la necessità di compiere tutti gli sforzi per raggiungere e mantenere una copertura vaccinale ottimale, attraverso programmi di educazione pubblica e degli operatori sanitari, non escludendo l'obbligatorietà in casi di emergenza».
L'assessore ha ricordato anche che il protocollo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori, condiviso a livello regionale dai medici competenti con il coordinamento della Regione, prevede la valutazione dello stato immunitario degli operatori sanitari per morbillo, varicella, rosolia e parotite.


Telesca ha poi fornito alcuni dati riguardo ai casi registrati in Friuli Venezia Giulia. «Da gennaio 2017 ad oggi - ha detto - in ambiente sanitario i casi confermati di morbillo sono stati complessivamente cinque, di cui 2 (40%) in operatori sanitari».
«Qualunque segnalazione - ha concluso l'assessore alla Salute  di un caso sospetto di malattia infettiva prevenibile attraverso vaccinazione che si verifica in ambiente sanitario, sia tra pazienti che tra operatori sanitari, dà luogo ad azioni di sorveglianza e controllo tra i contatti. Ciò comporta spesso, in assenza di documentazioni di immunità naturale o acquisita, numerose indagini sierologiche per stabilire il grado di protezione degli operatori coinvolti e l'eventuale necessità di effettuare una vaccinazione post esposizione, se raccomandata, per prevenire i casi secondari».

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