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Commissione Trasparenza, Furlanic replica a Rovis : «Messa in dubbio la mia integrità morale»

Dopo la notizia della revoca della Commissione Trasparenza dedicata al tema della gestione dei richiedenti asilo, e la relativa polemica innescata dal presidente della stessa commissione Paolo Rovis, arriva a stretto giro la replica del presidente del Consiglio Comunale Iztok Furlanic

Dopo la notizia della revoca della Commissione Trasparenza dedicata al tema della gestione dei richiedenti asilo, e la relativa polemica innescata dal presidente della stessa commissione Paolo Rovis, arriva a stretto giro la replica del presidente del Consiglio Comunale Iztok Furlanic.

«La Commissione Trasparenza – spiega Furlanic – deve essere convocata dal presidente della stessa d’intesa con il presidente del Consiglio Comunale. Io non mi sono mai opposto alle convocazioni in questi anni, concedendole sempre. Voglio sottolineare, a tal proposito, che, contrariamente a quanto affermato da Rovis dal suo post, alcuni presidenti nelle scorse legislature non hanno permesso il regolare svolgimento di alcune riunioni della commissione, proprio perché non volevano che un certo argomento venisse affrontato, ma non è questo il caso. Furlanic Presidente

«La mia opposizione - continua -  era dovuta al fatto che, non essendo una tema con delle scadenze a brevissimo termine, giustificasse una convocazione d'urgenza. Quindi ho ritenuto che non fosse necessario convocarla il sabato, in un periodo tra l’altro in cui gli uffici sono pieni di lavoro a causa del piano regolatore in via di approvazione. Inoltre, vorrei sottolineare come Rovis abbia convocato la riunione senza aver comunicato il nome del verbalizzatore della seduta. A tutt’oggi, fino le 12 ne abbiamo cercato tra coloro che poteva farlo, senza peraltro trovarlo. L’unica possibilità sarebbe stata quella di imporre un ordine di servizio ad un impiegato costringendolo a venire a lavorare il sabato, ma non mi sembrava opportuno vista la non urgenza del tema della commissione stessa». 

«L’unica soluzione quindi - conclude - , è stata quella di revocare la commissione. Il tutto l’ho comunicato via mail al consigliere Rovis sia oggi che nei giorni precedenti, invitandolo a convocarla un giorno della prossima settimana in orario di lavoro, scrivendogli inoltre che tale commissione avrebbe avuto la precedenza su tutte le altre, ma niente da fare. Evidentemente il consigliere aveva come priorità la polemica da fare a tutti i costi, inoltre mettendo in dubbio l’integrità morale del sottoscritto, mai venuta meno in questi anni e, come appena spiegato, neanche in questo caso».

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