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Liguori (Citt): «Proposti contributi per malati oncologici»

La Regione è ora chiamata a valutare la possibilità di assegnare un contributo a malati che versano in particolari condizioni di disagio

Nella difficile sfida quotidiana contro il cancro, i malati oncologici residenti in Friuli Venezia Giulia (nel solo 2017 sono stati stimati 9.000 nuovi casi di cui 4.750 uomini e 4.250 donne) hanno un alleato in più nella Pubblica amministrazione.
La consigliera regionale Simona Liguori dei Cittadini, unico medico eletto in Consiglio regionale, ha presentato un ordine del giorno, fatto proprio dalla Giunta, con il quale la Regione si è impegnata valutare la possibilità di istituire una misura contributiva per le spese riferite alle cure con l'obiettivo primo e fondamentale di garantire comunque una migliore qualità della vita.

L'ipotesi sulla quale la Giunta è chiamata a riflettere e a trovare le coperture economiche necessarie, prevede che il contributo sia assegnato a malati che versano in particolari
condizioni di disagio
: trovarsi al di sotto della soglia ISEE di 6.000 euro; essere percettori di indennità di pensione di invalidità, ma senza indennità di accompagnamento; non essere in grado di svolgere un'attività lavorativa continuata e continuativa, così come attestata dalla titolarità data dalla pensione di invalidità; essere privi di supporti economici familiari in quanto persone sole e/o con familiari non in grado di sostenerle economicamente (ad esempio per la presenza di figli minori non in età lavorativa e/o studenti o di familiari privi di occupazione).

«Abbiamo proposto - ha spiegato Liguori - che le persone con diagnosi di malattia oncologica che versano in queste particolari situazioni di disagio possano contare su due tipi di contributo: il primo, per il pagamento delle spese di viaggio tramite mezzi pubblici e/o con mezzi propri nel caso debbano per comprovate necessità terapeutiche effettuare le cure indicate (esami diagnostici, chemioterapia, controlli) in un luogo diverso dalla propria residenza. Tale contributo di tipo straordinario e/o continuativo avrebbe la finalità di permettere la regolarità delle cure terapeutiche; il secondo, una tantum, nel caso in cui
le terapie previste siano superiori alla durata di un anno, per garantire il diritto alla casa e alla permanenza nella propria abitazione (ad esempio il costo di tre mesi di affitto o di mutuo)».

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