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Cosolini "riparte" dai "Luoghi comuni": «I partiti oggi non esauriscono la voglia di partecipazione delle persone»

L'ex sindaco, ora consigliere comunale per il Pd, presenta la sua associazione: «Già oltre 120 soci: ci sono molti giovani, diverse storie lavorative e in maggioranza non sono impegnati in altri contesti politici»

L'ex sindaco Roberto Cosolini, dopo la sconfitta elettorale e circa 10 mesi di consigliatura per il Partito democratico, torna protagonista della scena politica triestina presentando un progetto, un'associazione dal nome particolare: "Luoghi Comuni". «Un nome pericoloso, ma che in qualche modo ci ha rappresenta nel suo duplice significato: in un'epoca di grandissimi cambiamenti la politica è di fronte al rischio di risultare inadeguata e quindi c'è bisogno di sgretolare i luoghi comuni; il doppio senso sta poi nel fatto che come associazione offriamo anche spazi (luoghi) comuni, per discutere e progettare il futuro della comunità di Trieste». 

Alla presentazione ufficiale, giovedì 20 aprile al Circolo della Stampa, c'era il pienone «forse perchè non è stato un partito a promuovere l'iniziativa», ha spiegato Cosolini aggiungendo: «I partiti oggi non esauriscono la voglia di partecipazione di tante persone, che magari vogliono affrontare e discutere di problemi avendo diverse opinioni». Tra il pubblico comunque c'era una lunga lista di ex assessori della sua Giunta: Paolo Tassinari (Cultura), Umberto Laureni (Ambiente), Elena Marchigiani (Urbanistica), Laura Famulari (Servizi sociali), Roberto Treu (Risorse umane), Fabiana Martini (vicesindaco), Andrea Dapretto (Lavori pubblici) e l'ex presidente della Provincia, ora consigliere comunale, Maria Teresa Bassa Poropat. 

«L'idea è maturata in alcuni mesi dal desiderio di alcune persone di impegnarsi insieme in un contesto nuovo su temi che riguardano il futuro di Trieste in uno spazio aperto dove alcune persone (impegnate in politica anche su diversi fronti) sono accomunate dalla passione verso la loro città», ha spiegato Cosolini. «Siamo partiti sottovoce e silenziosamente per testare l'idea, senza fare grandi proclami o annunci, misurando in un passaparola o poco più la nostra voglia di creare questi "luoghi comuni". Siamo già oltre 120 iscritti: 80 persone hanno già partecipato ai tavoli di lavoro, ci sono molti giovani, diverse storie lavorative e in maggioranza non impegnati in altri contesti politici».

«Questa associazione vuole caratterizzarsi per un metodo di lavoro - ha sottolineato l'ex sindaco -: noi non volevamo relatori "in cattedra" e un pubblico; abbiamo fatto una scelta meditata con il consiglio direttivo, ossia di viaggiare su due binari che comunicano tra di loro: ci saranno appuntamenti pubblici, in stile "vecchia politica", ma i soci partecipano anche attivamente a dei gruppi di lavoro dove si esaminano i problemi esprimendo i propri punti di vista, con esperti del tema da una parte e chi vede invece la questione dalla parte dei cittadini, una cosa piuttosto rara ma assolutamente determinante. Il tutto poi porterà a delle proposte che porteremo avanti con chi può renderle concrete (ruoli istituzionali, ndr)».

«Non neghiamo un'origine, una matrice, che parte ovviamente dall'amministrazione ci centrosinistra, ma l'associazione è aperta anche a chi si riconosce in questo metodo e vuole dare un suo punto di vista e contributo per il futuro della propria città - ha aggiunto Cosolini -. Ci sono state riunione sulla qualità urbana (ambiente, vivibilità, servizi, rioni); poi sul del rapporto delicato tra integrazione e percezione crescente di insicurezza (indipendentemente dalla sua oggettività); divulgazione scientifica ed economia del mare; sono in "start up" il tema de turismo, qualità e innovazione nel welfare, sport (novità perché è sempre stata considerata una questione marginale ma è un servizio che in questa città coinvolge decine di migliaia di persone)». 

L'associazione ha in programma nel prossimo futuro tre appuntamenti pubblici, altre agli incontri dei tavoli tematici che potranno già produrre materiale utile e proposte (tra cui un'interessante mappatura della percezione d'insicurezza dei cittadini): il primo appuntamento è legato alla candidatura di Trieste a "Città della scienza 2020", il secondo sul tema dell'acquario (o parco del mare) o l'opportunità di puntare su un centro congressi degno della città, infine il rapporto di Trieste e i suoi "territori" (ossia Regione, area trans frontaliera, Europa). 

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