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Lavoro, Ziberna /(FI): «Incentivare il telelavoro nel pubblico impiego della nostra regione»

Lo rileva in una nota Rodolfo Ziberna, consigliere regionale di Forza Italia: «Il contratto collettivo regionale di lavoro del personale del comparto unico non dirigente disciplina il telelavoro, che consente di svolgere un’attività professionale direttamente dalla propria abitazione»

«Il contratto collettivo regionale di lavoro del personale del comparto unico non dirigente all’articolo 7 disciplina l’istituto del telelavoro. Come noto il telelavoro consente di svolgere un’attività professionale non necessariamente da un ufficio pubblico, ma da altri luoghi, tra cui la propria abitazione».

Lo rileva in una nota Rodolfo Ziberna, consigliere regionale di Forza Italia.

«Questa forma di lavoro - continua la nota -  può essere applicata a lavoratori che si siano dichiarati disponibili e che siano in grado di operare in autonomia nelle attività di competenza. Nel caso in cui le domande fossero superiori alle disponibilità verrà assegnato al telelavoro preferibilmente il lavoratore con figli minori di 8 anni, oppure in situazioni di disabilità psicofisiche tali da rendere disagevole il raggiungimento del luogo di lavoro, con esigenze di cura nei confronti di familiari o conviventi, o infine chi è costretto a maggiore tempo di percorrenza dall’abitazione alla sede. Gli enti definiscono, in relazione alle caratteristiche dei progetti da realizzare, di intesa con i dipendenti interessati, la frequenza dei rientri nella sede di lavoro originaria, che non può comunque essere inferiore ad un giorno la settimana».  Ziberna

«La postazione di lavoro - spiega Ziberna -  deve essere messa a disposizione, installata e collaudata a cura e a spese dell’ente. Il telelavoro, laddove sia compatibile ovviamente con le esigenze di presenza fisica del dipendente sul luogo di lavoro, inoltre consentirebbe, tra l’altro, anche di risparmiare il corrispondente del buono pasto in quanto non verrebbe corrisposto e consentirebbe anche di risparmiare spazi in termini di uffici ed arredi».

«Per questa ragione - conclude -  sono intervenuto con una interrogazione rivolta alla presidente della regione Debora Serracchiani al fine di conoscere in quale misura sia oggi utilizzato il telelavoro nell’amministrazione regionale ed in quelle comunali e se intenda incentivarlo anche nelle aziende sanitarie e nell’impiego privato».

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