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Rendiconto Consiglio regionale: 18,5 milioni di entrate nette, 45% delle spese ai vitalizi

In calo le spese (3,6 milioni), di cui l'83% impiegate nei costi della politica

Anche l'Aula, dopo che già lo aveva fatto l'Ufficio di presidenza lo scorso aprile, ha approvato il Rendiconto del Consiglio regionale per l'anno 2017, a cui sono allegati i rendiconti 2017 dei gruppi consiliari. Il totale delle entrate riscosse - ha reso noto Francesco Russo (Pd) quale relatore unico del Rendiconto - è stato di 18.533.797,13 euro, al netto delle spese per conto terzi/partite di giro che sono state pari a 3.601.964,54 euro: totale complessivo delle entrate 22.135.761,67 euro. La spesa sostenuta, al netto delle spese per conto terzi/partite di giro (3.601.964,54) e dell'avanzo libero 2016 restituito al bilancio regionale (1.430.610,59) è stata di 16.460.012,88 euro: totale complessivo della spesa 21.492.588,01 euro.

La tendenza alla diminuzione della spesa - ha aggiunto Russo - è confermata anche nel 2017. Non considerando la spesa registrata nell'esercizio 2013, anno in cui sono state sostenute spese straordinarie derivanti dal cambio di legislatura per indennità di fine mandato (3.297.280,53 euro) e restituzione dei contributi pro assegno vitalizio (1.938.261,85 euro), la spesa è passata da 23.787.009,26 euro nel 2012 a 16.460.012,88 euro nel 2017, con una riduzione pari al 30,80%.

Entrando nel dettaglio, si nota che la spesa più consistente, pari all'83,23% delle risorse impiegate, anche nell'esercizio 2017 è stata quella relativa ai costi del sistema politico-istituzionale. In particolare, il 45,18% della spesa è stata impiegata per il pagamento delle competenze spettanti agli ex consiglieri regionali (il 45,01% per gli assegni vitalizi e lo 0,17% per il pagamento di indennità di fine mandato) e il 38,05% per la corresponsione del trattamento economico spettante ai consiglieri regionali in carica. Russo ha evidenziato che, in virtù della diminuzione del numero dei consiglieri (da 59 a 49) determinata dalla legge costituzionale 1/2013, nonché in forza della legge regionale 10/2013, la spesa per il trattamento economico dei consiglieri in carica è passata da quasi 10 milioni (9.965.666,07) nel 2012 a poco più di 6 (6.263.855,91) nel 2017, restando al di sotto dei 6,5 milioni sin dall'esercizio 2014.

La LR 10/2013 - ha ricordato sempre l'esponente Dem - ha modificato anche i parametri per determinare il contributo per le spese di funzionamento spettante ai gruppi consiliari, fissando un limite alle risorse da destinare annualmente alla spesa per il personale assegnato (prevedendo che una parte del budget destinato a tali spese possa essere gestito direttamente dal presidente del gruppo). Ciò ha determinato la riduzione della spesa per i gruppi consiliari, che è passata dai quasi 3 milioni (2.983.839,37) del 2012 ai 419.162,16 euro del 2017.

Relativamente alle competenze erogate agli ex consiglieri, si registra una costante diminuzione della spesa, determinata principalmente dalla riduzione temporanea della misura dell'assegno vitalizio introdotta dalla LR 2/2015, dalla riduzione del numero dei soggetti percipienti conseguente anche all'innalzamento dell'età prevista per entrare in godimento del vitalizio (che la LR 2/2015 ha portato da 60 a 65 anni), nonché dalla scelta operata da 24 ex consiglieri di richiedere la restituzione dei contributi versati, con conseguente rinuncia al diritto alla corresponsione dell'assegno. Ha altresì contribuito al contenimento della spesa la sospensione della rivalutazione annuale della misura dell'assegno vitalizio.

È poi stato individuato in 781.094,65 euro il limite complessivo di spesa del Consiglio regionale per l'anno 2017, relativo a spese quali studi e incarichi di consulenza, relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, mobili e arredi. Il relatore si è, quindi, soffermato sulle voci relative alle entrate complessive, parlando poi più nel dettaglio delle voci che compongono la spesa complessiva. La votazione del Rendiconto ha registrato i consensi trasversali dei consiglieri, del presidente Fedriga e dell'assessore Zannier, astenuti il M5S e gli assessori Zilli, Roberti e Bini.

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