Salvini a Trieste firma protocolli antimafia e per rimpatri volontari

Una doppia intesa per contrastare il pericolo di infiltrazioni mafiose nei porti di Trieste e di Monfalcone oltre che nel Porto Vecchio. Siglato anche un protocollo per sostenere i migranti intenzionati a rimpatriare volontariamente e lavorare nel loro paese d'origine

Foto: Giovanni Aiello

Una doppia intesa per contrastare il pericolo di infiltrazioni mafiose nei porti di Trieste e di Monfalcone oltre che nel Porto Vecchio. Il documento è stato firmato questo pomeriggio, venerdì 5 luglio, in Prefettura, alla presenza del ministro degli interni Matteo Salvini e delle autorità cittadine. Siglato contemporaneamente anche un protocollo per sostenere i migranti intenzionati a rimpatriare volontariamente e intraprendere un'attività imprenditoriale nel loro paese d'origine.

Poco dopo l'accordo firmato stamani tra Autorità Portuale e Governo ungherese, il ministro dell'interno si è spostato dall'altro lato di piazza Unità, in Prefettura. Qui, oltre al prefetto Valerio Valenti, lo hanno raggiunto il presidente della Regione FVG Massimiliano Fedriga, il sindaco Roberto Dipiazza e il presidente dell'Autorità Portuale Zeno D'Agostino, tutti, a vario titolo,  firmatari del patto.

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Protocollo antimafia

"Un momento particolare per la crescita di questa città – ha dichiarato Valenti -, ma questa espansione deve essere accompagnata da adeguati anticorpi per arginare attività di stampo mafioso, com'è accaduto nel 2017 con la Depositi Costieri. Quella società è fallita e ora rimane la cicatrice di quell'episodio. Ho quindi ritenuto necessario richiamare l'attenzione delle istituzioni: il presidente D'Agostino e il sindaco Dipiazza, responsabili rispettivamente dell'area commerciale del Porto Nuovo e del Porto Vecchio, di recente sdemanializzazione. Ringrazio anche il presidente Fedriga, che ha dato gambe economiche a questo progetto”. 

Sarà quindi messo in pratica un modello, sperimentato anche all'Expo 2015, che è stato definito da Valenti “un ombrello di legalità che accompagni la crescita industriale del porto di Trieste” e che permetta di attuare le discipline sull'antimafia e l'anticorruzione. Sarà prioritario vigilare anche su regolarità contributiva, sicurezza dei cantieri e tutela del lavoro. Prevista dal protocollo anche la condivisione di banche dati, sistemi di videosorveglianza e strategie comuni tra le Pubbliche Amministrazioni.

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In concreto, Comune e Autorità portuale, quando opereranno come stazione appaltante, si impegneranno ad acquisire informazioni antimafia per appalti e concessioni a partire dai 400mila euro e per subcontratti per importi dai 20mila euro. Sarà inoltre creata una banca dati delle imprese aggiudicatarie di contratti di appalto e concessione lavori e sarà garantita la tracciabilità dei flussi finanziari. In caso di informazione antimafia interdittiva, le stazioni appaltanti avranno a disposizione una clausola che permetterà loro di recedere dal contratto.

Particolare attenzione anche al Porto Vecchio e sulle infrastrutture che nei prossimi anni verranno realizzate con ingenti investimenti di capitale, come per Euro Science Open Forum, evento internazionale focalizzato su scienza, tecnologia, società e politica.

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Salvini: "Una comunità sana"

“Questa è una comunità ricca, trasparente, sana – ha dichiarato Matteo Salvini parlando di Trieste e del Friuli Venezia Giulia – che alle sue spalle ha solo un'interdittiva antimafia, è una delle realtà con meno beni e aziende confiscate alla Camorra e alla Mafia (56 al momento), ma non bisogna adagiarsi sugli allori considerando che qui verranno investiti centinaia di milioni di euro e che la criminalità segue sempre il denaro”.

Il rimpatrio volontario

L'altra intesa sottoscritta in Prefettura riguarda il cosiddetto “rimpatrio volontario assistito”, ossia la possibilità, per i migranti che manifestano la volontà di rimpatriare, di ricevere assistenza per intraprendere un'attività economica e produttiva nel loro paese di origine. L'accordo di collaborazione è stato siglato dal governatore Fedriga con il prefetto Valenti e
i prefetti di Gorizia, Massimo Marchesiello, di Udine, Angelo Ciuni, e di Pordenone, Maria Rosaria Maiorino, alla presenza del vicepremier Salvini.Per il progetto saranno stanziati 5 milioni di euro. 

“Il finanziamento – ha specificato il presidente della Regione Fedriga - sarà erogato solo a fronte di una comprovata attività lavorativa nel paese in questione, il cui governo avrà il compito di vigilare e fornire a noi la relativa documentazione”.
Un esempio è stato riportato dal ministro Salvini: “Abbiamo già portato avanti un accordo con il governo del Ghana, che si è incaricato di controllare la frequentazione scolastica e l'avviamento dell'attività lavorativa di cittadini ghanesi rimpatriati”.

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