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Taxi sanitario gratis per i migranti, Fedriga (LN) torna all'attacco dell'Azienda Sanitaria

Dopo l'assoluzione per lui e il rinvio a giudizio del segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti per le affermazioni rilasciate alla stampa, Massimiliano Fedriga annuncia una nuova interrogazione per fare chiarezza sui costi del servizio

«L'Azienda Sanitaria e la Regione rispondano ai quesiti sollevati nell'interesse dei cittadini». Duro affondo del capogruppo alla Camera e segretario della Lega Nord Fvg Massimiliano Fedriga in materia di sanità. «Il protocollo sanitario per gli immigrati nella provincia Trieste parla esplicitamente della disponibilità di un servizio di taxi sanitario gratuito per gli immigrati, mentre i nostri cittadini in molti casi sono costretti a pagarlo di tasca propria. Una gratuità peraltro ribadita dal sottosegretario all'Interno Manzione in risposta a una mia specifica interrogazione».

«Serve dunque fare luce su come operano l'Azienda Sanitaria e la Regione - insiste il deputato - che, anziché rispondere agli interrogativi sollevati nell'esclusivo interesse dei cittadini e della trasparenza amministrativo-gestionale, replicano a colpi di querela»; il riferimento è al procedimento penale che ha visto rinviare a giudizio l'ex candidato sindaco legista Pierpaolo Roberti (designato come vice sindaco di Dipiazza in caso di sua vittoria alle elezioni) per delle affermazioni proprio in merito al taxi sanitario per i migranti, mentre Fedriga è stato assolto.

 «Quello che si desume dagli atti - continua Fedriga - è infatti che il taxi sanitario sia stato attivato o in conseguenza di un surplus di personale o di mezzi oppure attraverso il taglio di altri servizi erogati dall'Azienda. Per avere chiarezza, quindi, ho presentato una seconda interrogazione per capire come sia possibile che venga garantito questo servizio gratuito per i clandestini senza alcun costo aggiuntivo e senza una diminuzione di altri servizi». 

«Mi chiedo inoltre se tale decisione non rappresenti una palese violazione dell'art.3 della Costituzione, a mezzo di una chiara discriminazione degli italiani a favore dei clandestini». 

«Non mi farò intimorire (dalle querele, ndr) - conclude Fedriga - e continuerò a chiedere chiarezza affinché i cittadini sappiano con certezza come vengono spesi i loro soldi».

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