Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Il premio 'Vino bianco dell'anno'? Lo ottiene un'eccellenza del Friuli Venezia Giulia

Il premio 'Vino bianco dell'anno' del Gambero Rosso va ad un'eccellenza del Friuli Venezia Giulia, regione che dalla metà degli anni ’70 ha tracciato la strada per il rinnovamento stilistico dei bianchi italiani, al fine di adeguarli al gusto dei tempi

"Mai premio speciale fu più meritato": si legge così sul sito del Gambero Rosso che nella sua nuova guida "Vini d'Italia 2022" ha voluto premiare anche il vino bianco dell'anno. Ed è proprio il Friuli Venezia Giulia ad ottenere questo importante riconoscimento, regione che dalla metà degli anni ’70 del ventesimo secolo, ha tracciato la strada per il rinnovamento stilistico dei bianchi italiani, al fine di adeguarli al gusto dei tempi.

"In quarant’anni di storia il 'Terre Alte' ha saputo ergersi a vera e propria icona del vino bianco italiano, fino addirittura a diventare un simbolo del made in Italy all’estero alla stregua di un abito Armani". Un cambiamento che è partito non lontano da qui: esattamente dalla cantina Livio Felluga, arrivato dall’Istria nella seconda metà degli anni ’30 per continuare il lavoro dei suoi avi, Livio Felluga, considerato oggi il patriarca della vitienologia friulana, fondò l’azienda che porta il suo nome nel 1956 a Brazzano di Cormons.

Nel 2016, alla sua morte Livio lascia in eredità ai quattro figli Maurizio, Elda, Andrea e Filippo quasi 180 ettari di vigneti collinari a Rosazzo e dintorni e la famosa carta geografica delle sue etichette che rappresenta il legame di ogni suo vino con queste colline. Terre Alte, tra l’altro, festeggia i 40 anni dalla sua nascita.

La nascita di Terre Alte

Nacque così, nel 1981, la prima annata di Terre Alte. All’inizio poche bottiglie di un blend con il friulano (allora tocai) a fare la parte del leone con più del 50 per cento del taglio, con l’aggiunta di circa un quarto di sauvignon e quasi un quarto di pinot bianco, che in realtà, era spesso confuso a quei tempi dai vivaisti italiani con lo chardonnay. Oggi - divenuto Rosazzo Docg - ne escono circa 40mila bottiglie l’anno.

Terre Alte 2018 - che ha ottenuto sia i Tre Bicchieri che il premio Vino Bianco dell’Anno - si presenta con una tonalità paglierina ancora caratterizzata da tenui riflessi verdolini. Il naso è un tripudio di aromi di frutta con forti richiami di salvia ed erbe officinali, arricchiti da lontani ricordi di cannella. Il palato è ricco e generoso e dopo un ingresso ancora giovane, si ingentilisce progressivamente soffermandosi su una piacevole sensazione grassa a testimonianza degli oltre nove mesi sulle fecce. Il finale è particolarmente persistente e lascia presagire un futuro radioso.

Fonte Gambero Rosso

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