Il marzo del virus in Fvg: un positivo su cinque è guarito, il 7% dei contagiati è morto (I DATI)

I dati della Protezione Civile regionale e nazionale a confronto, il numero dei tamponi effettuati (14899) e quelli risultati positivi (1593). A Trieste oltre il 10 per cento delle persone risultate affette da COVID-19 e con "pluripatologie" è morto

Il mese di marzo di quest’anno passerà alla storia come il periodo italiano più difficile della recente storia repubblicana a causa della drammatica diffusione del COVID-19, il virus che dall’inizio dell’anno ha contagiato, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 700 mila persone in tutto il pianeta. L’epidemia iniziata già a cavallo tra il dicembre 2019 e l’inizio del 2020 nella provincia cinese di Wuhan e poi diffusasi a macchia d’olio in quasi tutte le nazioni (da qui il passaggio alla "pandemia" ndr) ha progressivamente raggiunto il nostro Paese e il Friuli Venezia Giulia.

I fronti aperti prima degli altri

Dopo l’escalation di contagi nei focolai in Lombardia e Veneto, la Giunta guidata da Massimiliano Fedriga è corsa immediatamente ai ripari dichiarando dapprima lo stato d’emergenza e successivamente chiudendo tutto ciò che era possibile molto prima di altre regioni (prima ancora che venisse dichiarato il primo contagio in Friuli Venezia Giulia). Nonostante le immagini dello Zoncolan abbiano fatto il giro del web (piste di sci prese d’assalto dai corregionali dopo l’operazione di marketing decisa dalla Regione che regalava skipass in presenza di pernottamento negli alberghi convenzionati) e siano state fortemente criticate sui social e da qualche esponente dell’opposizione, la Regione ha iniziato a lavorare su più fronti per “dare risposte rapide ai cittadini”. 

rapporto tra tamponi, positivi e morti-2

Sanità ed economia: le due partite decisive

L’attuale “contenimento e gestione dell’emergenza” riguarda, oltre che la salute dei cittadini, soprattutto i settori della sanità (messa alla prova da una situazione a dir poco emergenziale) e dell’economia (i danni per il commercio e le categorie produttive costrette a fermarsi sono al momento incalcolabili). Tra le manovre del Governo e il ddl appena approvato, la partita per non ritrovarsi di fronte ad un'economia fatta a pezzi risulterà decisiva. Lo spettro della recessione che incombe potrebbe mettere in ginocchio il sistema Paese e, di conseguenza, suonare un violento campanello d'allarme a Bruxelles da dove sono stati pochi i segnali incoraggianti e di aiuto nei confronti del malato d'Europa.  

L'andamento giornaliero

Per quanto riguarda i dati giornalieri, il picco di tamponi positivi è stato raggiunto il 25 marzo con 147 nuovi contagi, seguito a ruota dai 137 del 19 marzo e dal 21 marzo con ulteriori 135. Gli altri giorni in cui il virus si è manifestato con numeri elevati sono il 27 e il 28 marzo rispettivamente con 94 e 119 contagiati. Se da un lato la struttura del grafico appare altalenante a causa degli aumenti e delle diminuzioni, l’analisi puntuale della curva del mese di marzo è chiara. 

tamponi positivi-3

Nei primi nove giorni il numero dei tamponi positivi è cresciuto, per poi calare il 10 e l’11 marzo con “soli” dieci nuovi contagi. Il giorno successivo il primo incremento di 69 casi rispetto al precedente. Poi ci sono stati quattro giorni di rallentamento (con solo il 15 marzo che ha fatto registrare un incremento di due casi in più rispetto al 14 dello stesso mese) per passare ancora dagli otto casi del 17 marzo ai 137 di due giorni dopo. Il 20 marzo ecco un altro sensibile calo dei tamponi positivi, come d’altronde il 22 e 23.

I parziali settimanali, momento nero dal 23 al 29 marzo

Infine, prima dei 92 casi dell’ultimo giorno del mese, si registra l’aumento dei contagiati dal 26 al 28 marzo (con un trittico 84-94-119) una notevole flessione il 29 e 30 (con una diminuzione di 75 casi tra il 28 e il 29 e di ulteriori 23 tra il 29 e il 30). I parziali settimanali dicono che quella con il più alto numero di tamponi positivi è stata registrata tra il 23 e il 29 marzo con 606 positivi. Quella precedente aveva visto 527 contagiati, mentre quella precedente i positivi erano stati 290. La prima settimana del mese infine (nella quale è stato conteggiato anche l’1 marzo) aveva visto “solo” 57 casi. 

Di COVID-19 si muore

Se i numeri nazionali parlano di oltre 12 mila decessi legati al COVID-19 (ma anche di quasi 16 mila persone guarite), il “tributo” che paga la regione nel mese di marzo è di 113 morti. Secondo Riccardi, la media anagrafica dei deceduti “è di 83 anni e si tratta di casi sostanzialmente determinati dalla presenza di pluripatologie aggravate dal virus”. 

Il primo decesso di una persona con COVID-19 è stato registrato sabato 7 marzo. Il caso è stato quello di un’anziana di 87 anni ospite della casa di riposo comunale Casa Serena, portata all’ospedale di Cattinara per un’altra emergenza e deceduta a causa di una perforazione intestinale. Due giorni dopo è toccato ad un anziano a Pordenone. Le due giornate più dure sono state il 28 e 29 marzo scorsi, con un totale di 22 vittime e affette dal virus. Un “picco” simile si era verificato il 24 marzo con 10 decessi e nelle giornate del 15 e 16 marzo che avevano visto la morte di 16 persone. 

Decessi da COVID-19 marzo 2020 FVG-2

Il parziale delle settimane

Dal punto di vista dei decessi, la settimana più difficile è stata quella dal 23 al 29 marzo con la registrazione di 51 decessi (in questo caso i parziali parlano di un morto la prima settimana, 14 per quella dal 9 al 15 marzo, 33 decessi dal 16 al 22 e gli ultimi due giorni del mese con 15 morti complessivi). Se come espresso dai molti addetti ai lavori, i dati legati all’emergenza si basano anche sul numero di tamponi positivi, sui decessi e sulle guarigioni, per quanto riguarda l'ultimo dato sono complessivamente 320 le persone guarite, vale a dire il 5 per cento delle persone risultate positive. 

I dati in Italia sul sito della Protezione Civile

Il "nodo" tamponi

Fedriga e Riccardi hanno detto no ai tamponi "una tantum" e il presidente ha tirato diritto davanti alla circolare del Viminale che permette le passeggiate genitori-figli (minori). "Vale l'ordinanza regionale" ha twittato il governatore ieri 31 marzo. Altro punto importante è la comunicazione dei dati della Protezione Civile Nazionale sul numero dei tamponi effettuati, che per il Friuli Venezia Giulia sarebbero 14899. Usiamo il condizionale perché se c'è qualcosa che ha sofferto il singhiozzo è stato sicuramente l'aspetto comunicativo, stampa inclusa. 

Che ci siano "altri problemi più grandi" rispetto ai numeri potrebbe risultare un'affermazione, nonostante tutto, comprensibile. Tuttavia, il numero dei test effettuati diventa fondamentale per poter tracciare l'effettiva incidenza del virus sulle persone che presentano i sintomi, per realizzare un rapporto/proiezione statistici sulla popolazione in generale ed avere dati certi. La pressione è tanta ed è difficile poter lavorare quando si rincorrono i dati, aspettando comunicazioni da Roma e da Palmanova, confrontando e cercando di soddisfare le richieste delle centinaia di migliaia di persone che leggono il nostro giornale mensilmente. Chiedono di interpretare i numeri, di dire loro la verità sui numeri, perché quella per cui non ne usciremo troppo presto l'hanno già capita. 

La tabella dei tamponi  

La tabella però è chiara fino al 19 marzo e dal 22 alla fine del mese (con l'eccezione del 27, giorno in cui le tabelle non sono visibili sul sito della PC e per i primi quattro giorni del mese). Il 20 e il 21 marzo inoltre i conti non tornano, con un abbassamento del numero complessivo (perché?) con la conseguenza che tutti i dati risultano "sballati", situazione che avrebbe creato non poco scompiglio tra i giornalisti della Regione Fvg. Sommando i dati a disposizione sul sito della PC e quelli indicati come complessivi, "ballano" solo sei tamponi. Un po' poco per tutte le giornate in cui manca comunicazione. 

tamponi effettuati marzo 2020-2

Gli umori della gente

Tornando alle aspettative e all'andamento del contagio, nonostante le proiezioni mostrino un picco previsto per metà aprile (non si sarebbe dovuto manifestare qualche giorno fa?), per poter arrivare a quel 0 capace altresì di restituire agli italiani un po' di normalità (sempre che aspettino il triplice fischio e non esultino prima), la strada tracciata dalla scienza e dal potere politico sembra ancora lunga. 

I dati raccolti per questo articolo provengono dal sito nazionale della Protezione Civile e da quello regionale. Nel momento in cui viene pubblicato, il sito della sezione del Friuli Venezia Giulia non è aggiornato con i dati comunicati ieri 31 marzo a livello nazionale. Per questo motivo ci potrebbero essere delle imprecisioni, date anche dalla mancanza di un possibile confronto con i dati regionali. Nel grafico dei tamponi effettuati mancano alcune giornate: in quel caso non è stato possibile, da parte dell'autore, reperire i dati sui siti di cui sopra e sulle relative agenzie di stampa. Per quanto riguarda i numeri delle forniture rimandiamo alle decine di articoli pubblicati in questo mese. 

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