Genitori in piazza contro le norme anti Covid: "Restituiamo la normalità ai bambini" (FOTO)

Oltre un centinaio di persone sono scese in piazza Unità per manifestare dissenso: "Le norme igienico - sanitarie nei centri estivi e nelle scuole rischiano di creare dannni psicofisici ai nostri figli"

Foto: Aiello

"Le norme igienico - sanitarie nei centri estivi e nelle scuole rischiano di creare dannni psicofisici ai nostri figli" è quanto sostenuto da un comitato di genitori, insegnanti, educatori, medici, avvocati che stanno manifestando in queste ore in piazza Unità, davanti al Comune. Oltre un centinaio di persone sono scese in piazza per manifestare dissenso contro le linee governative anti contagio, che hanno consentito di riaprire i centri estivi ma con norme quali l'obbligo di mascherina per tutto il tempo di frequenza, il divieto di qualunque uscita, il triage sanitario all'ingresso (misurazione temperatura, igienizzazione, domande sulla salute), la divisione in gruppi (un educatore per sette bambini, ed il divieto per i gruppi di avere contatti tra loro), il divieto di portare oggetti da casa e il divieto di portare a casa lavoretti o disegni fatti al ricreatorio.

Norme che lo stesso assessore all'educazione Angela Brandi aveva giudicato severe e restrittive, ma nonostante le quali aveva comunque manifestato e concretizzato la volontà di fornire ai genitori e ai bimbi il servizio comunale, mettendo anche a disposizione più strutture e personale per adempiere alle norme governative di distanziamento sociale e sanificazione. Adeguamenti costati al Comune circa 1,5 milioni di euro.

Centri estivi: uscite le graduatorie

Gli interventi

Così hanno dichiarato Erika Flego e Ketty Pichel, tra le organizzatrici della protesta: "Siamo contro mascherine, visiere, plexiglas e distanziamento perché fare scuola in questo modo fa male al futuro dei nostri figli, che rischiano di essere penalizzati da danni psicologici e comportamentali. Questa manifestazione è nata spontaneamente da un gruppo di genitori senza bandiera politica, abbiamo in comune solo l'affetto per i nostri figli. Altre città stanno manifestando per la stessa causa e ci fermeremo qui finché non avremo risposte chiare".

Tra i relatori anche l'avvocato Alessandra Devetag, che ha spiegato come "Noi siamo di fronte a una espansione ipertrofica della tutela della salute collettiva che ha spazzato via qualunque diritto o interesse costituzionale, e questo perdura anche ora che l'epidemia è in fase decrescente e non mancano terapie, anche domiciliari, in grado di fronteggiare un'eventuale seconda ondata. Le regole nei centri estivi spazzano vi anni di pedagogia, i bambini sono costretti a stare distanti e non possono vedere in faccia il loro educatore, uno stravolgimento delle dinamiche relazionali in una fascia d'età delicatissima e senza alcuna giustificazione. Ai bambini dev'essere restituita la normalità".

"Siamo preoccupati per le modalità, per ora paventate, con cui la scuola riprenderà a settembre. Sembrerebbe - conclude Devetag - che l'opzione dei plexiglas sia ora tramontata ma l'uso della mascherina no. Ci sono studi che evidenziano come la mascherina nei bambini può essere dannosa per la salute se portata a lungo. Riguardo al distanziamento sociale, nei bambini ha una valenza negativa dal punto di vista pedagogico perché instilla la diffidenza verso i suoi simili".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Individuare i primi segnali di una polmonite con il saturimetro: come funziona e i migliori modelli

  • Rischio zona rossa, ecco l'ordinanza Fvg: no caffè fuori dai bar e stop ad allenamenti

  • Covid, morire a 45 anni: il pizzaiolo Abbas lascia cinque figli e la moglie

  • Il Friuli Venezia Giulia rischia la zona rossa

  • La Regione valuta la stretta: nel mirino il caffè fuori dai bar e le cene tra amici

  • Famiglia "picchiatrice" entra in casa di una coppia e la pesta a sangue: quattro arresti

Torna su
TriestePrima è in caricamento