Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Piazza Unità d'Italia

Sindacati in protesta contro l'articolo 177 del codice degli appalti: "1000 lavoratori a rischio in Fvg"

Oltre un centinaio di persone, radunate dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, hanno protestato davanti alla Prefettura per chiedere l'abrogazione dell'articolo che, secondo le sigle "rischia di provocare esuberi o contratti più scadenti per i lavoratori, oltre a rendere più scadenti i servizi. Uno schiaffo a lavoratori affidabili che si sono spesi anche durante la pandemia"

“A rischio 1000 lavoratori in tutto il Fvg e la stessa qualità dei servizi pubblici essenziali come elettricità, illuminazione pubblica e pulizie ambientali” questi, secondo i sindacati delle categorie, i pericoli collegati all’articolo 177 del codice degli appalti, contro cui oggi si sono riuniti sotto al palazzo della Prefettura in piazza Unità oltre un centinaio di persone, tra cui lavoratori e rappresentanti sindacali, operanti per lo più nel gruppo Hera e AcegasApsAmga. Lo sciopero nazionale (nonostante il quale i servizi essenziali delle aziende coinvolte vengono comunque garantiti) è stato organizzato da Filctem – Cgil, Femca e Flaei Cisl e Uiltec Uil. L’articolo, di cui i manifestanti chiedono l’abrogazione, obbliga le aziende che hanno concessioni di rete (non ottenute in gara pubblica o project financing) a esternalizzare i servizi all’80%.

Così Patrizia Zambon e Michele Bestiaco della Uil trasporti: “Con l’articolo 177 le aziende dovrebbero esternalizzare la quasi totalità delle attività svolte da persone che fino a questo momento hanno dimostrato di essere attente e attive, soprattutto in questo periodo di pandemia. Giorni difficili in cui il personale dell’igiene ambientale non ha mai fatto mancare la propria presenza e capillarità sul. Sono sempre stati in prima linea anche mettendo a rischio la propria salute”. Secondo i rappresentanti della Uil “Il rischio è quello di ritrovare maestranze senza lavoro, appalti al ribasso, avere servizi non adeguati a una città mitteleuropea come Trieste, che ha sempre beneficiato di un servizio eccellente”.

Per Orietta Olivo, segretaria regionale Cgil: “Aumentare le esternalizzazioni è inaccettabile per aziende che lavorano bene, che hanno investito in questi anni, con lavoratori formati che hanno sempre garantito i servizi essenziali di aziende ambientali, anche in questo periodo di difficoltà, in cui i rifiuti sono sempre stati conferiti e portati via a beneficio di famiglie, ospedali e case di riposo. Il grazie che ricevono è questo. Questa operazione avrà un costo economico notevole e sarà anche un costo sociale, perché in molti perderanno posti di lavoro o saranno assunti nuovamente con contratti più scadenti. Su una logica del mercato che lavora al ribasso sulla pelle dei lavoratori”.

Per il segretario generale di Flai – Cisl Fvg Paolo Sabadin: “questi essenziali servizi rischiano di finire in mano ai privati, peggiorando la qualità del servizio pubblico. Non vediamo un’economicità in questo provvedimento: chi dovrebbe gestire le reti dalla sera alla mattina? Qui ci sono degli interessi particolari di alcuni gruppi che spingono per entrare in questo mondo, che ha ancora una redditività”. “È un po’ come se volessimo privatizzare la Polizia o i Carabinieri – continua Sabadin –non sappiamo quale società potrebbe subentrare, e se sarà in grado di mantenere la qualità dei servizi”.

Walter Gasperi (Rsu illuminazione pubblica) si dichiara “fortemente preoccupato perché le persone danno per scontati dei servizi che hanno sempre funzionato, con maestranze preparate a lavorare su questo territorio, anche in condizioni estreme. Ricordiamoci inoltre che l’energia elettrica, oltre ad essere essenziale per l’illuminazione aziona le pompe ad acqua e le apparecchiature medicali. Questi professionisti non vanno chiamati eroi solo in caso di emergenza, vanno tutelati sempre”.

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