Monumenti simbolici, storia e curiosità sul Faro della Vittoria di Trieste

Forse il faro più potente dell'Adriatico e uno dei simboli della città di Trieste, il Faro della Vittoria, inaugurato nel 1927, è un monumento nazionale dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale e che celebra il passaggio della città al Regno d'Italia

Foto di Giovanni Aiello

Forse il faro più potente dell'Adriatico, il Faro della Vittoria di Trieste, inaugurato nel 1927, è un monumento nazionale simbolo di Trieste costruito sui resti di un bastione dell'antico forte austriaco, risalente alla metà dell'Ottocento. Oltre alla sua funzione di guida alla navigazione notturna nel Golfo di Trieste, è un monumento commemorativo dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale e che celebra il passaggio della città al Regno d'Italia.

Caratteristiche

Affascinante ed imponente, il Faro della Vittoria è alto circa 70 metri ed è rivestito all'esterno da blocchi di pietra provenienti dal territorio, nel dettaglio il Carso e l'Istria. Anche il basamento della struttura è costituito da pietre originarie da questi due territori, rispettivamente la pietra di Orsera e la pietra di Gabrie. Alto e maestoso, il faro conserva alla sua sommità la gabbia in bronzo e cristallo che custodisce la lanterna-faro. La forma finale è volutamente quella di un fascio littorio sottosopra. L'elemento illuminante custodito nella cupola ha un'intensità media di 1.250.000 candele, con una portata di 34-35 miglia. L’iscrizione alla base della struttura “Splendi e ricorda i caduti sul mare” è una ma non l’unica traccia commemorativa della vittoria sull’Impero Austo-Ungarico. Il vero elemento caratterizzante del faro, che ne corona l'apice, è sicuramente la statua in rame della Vittoria Alata, che pensata per resistere al forte vento di bora, presenta alcune aperture per diminuirne la resistenza. La parte ornamentale è completata dall'imponente figura del Marinaio Ignoto, in pietra di Orsera, sotto la quale si trova l'ancora del cacciatorpediniere Audace, la nave italiana che per prima attraccò al porto di Trieste nel novembre del 1918. Le due statue sono alte rispettivamente 7,2 e 8,6 metri. Infine, all'ingresso del faro si trovano due proiettili della corazzata austriaca Viribus Unitis.

Storia

Il monumento è stato costruito su progetto dell'architetto A. Berlam sul Poggio di Gretta, a 60 metri sul livello del mare, sulle antiche strutture del forte austriaco Kressich del 1854. L'ingegnere Beniamino Battigelli fu invece il progettista delle opere in cemento armato e di tutta la struttura portante del faro. Sono, invece, opera dello scultore Giovanni Mayer la statua della Vittoria Alata, realizzata da Giacomo Sebroth, e la statua del marinaio che orna la parte frontale del faro, realizzata dal maestro scalpellino Regolo Salandini. La costruzione del Faro della Vittoria cominciò nel gennaio del 1923 e terminò nel maggio del 1924, all’inaugurazione della struttura partecipò anche il re Vittorio Emanuele III. Dopo sette anni di chiusura, dal 1979 al 1986, il faro è tornato a essere visitabile grazie a una convenzione del Ministero della Difesa con la Provincia di Trieste.

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Visite

Il monumento dipende attualmente dalla Marina Militare ed è aperto al pubblico grazie ad una speciale convenzione stipulata con la Regione Friuli Venezia Giulia tramite l’Ente regionale per il patrimonio culturale - ERPAC. Dal Faro della Vittoria è possibile ammirare il Golfo di Trieste, un panorama mozzafiato impossibile da perdere. Il faro si trova in Strada del Friuli 141 e l'ingresso è gratuito. Per garantire la sicurezza dei visitatori, l'accesso è consentito  per un numero massimo di 15 persone accompagnate da una guida. La visita guidata gratuita è prevista ogni giorno durante l'apertura pomeridiana ed ha una durata di 30 minuti. Per maggiori dettagli e conoscere gli orari e i giorni di apertura visita il sito ufficiale Faro della Vittoria - Trieste.

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