Chiavegatti (Destra Sociale): «Evitare "tirannia della maggioranza"»

Chiavegatti (Destra Sociale): «Evitare "tirannia della maggioranza"»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Come è noto, tutti gli "stati democratici" moderni hanno una Corte o comunque un organo giudiziale che giudica della costituzionalità delle leggi e, qualora trovi tali leggi in contrasto con la Costituzione, le elimina dall'ordinamento. Così almeno dovrebbe essere anche in Italia. 

Come è altrettanto noto, tale funzione ed i relativi organi furono istituiti per far sì che i principi fondamentali di libertà non fossero violati dalle leggi e dai provvedimenti emanati dalla maggioranza parlamentare e dal governo, per evitare, insomma, il pericolo della cosiddetta "tirannia della maggioranza" o della "dittatura governamentale".

Questa corte e questi Giudici hanno un nome : Corte Costituzionale e giudici costituzionali. Luca Chiavegatti-2

Ma negli ultimi anni questa Corte, questo "tribunale delle leggi" hanno finito per assumere sempre più una importanza così schiettamente politica, per primo e per secondo le sue sentenze-ordinanze molto spesso vengono disapplicate se non non applicate, il che mi porta - da politico e candidato sindaco  che io sono - a non poter fare a meno che rilevarlo e sopratutto di cercare di individuarne le cause:

  • Politicità nel giudicare le leggi
  • Politicità di nomina i giudici delle leggi
  • Politicità dell'etica e politicità delle sentenze sull'etica
  • Politicità dell'interpretazione "creativa"

Certamente non voglio qui trovare una soluzione al fenomeno della crescente politicità delle decisioni dei giudici costituzionali, soluzione che forse potrebbe venire da un'estensione dell'istituto referendario anche ai referendum propositivi, come in Svizzera, che invece non esiste in Italia, al fine di avere, almeno su certe questioni fondamentali e non troppo tecniche, la certezza della volontà popolare e non più soltanto il voto di una spesso risicata maggioranza parlamentare o la decisione di un ancor più esiguo collegio di giudici costituzionali.

Ho voluto soltanto mettere in luce, il processo per il quale sempre più decisioni politiche che coinvolgono milioni di persone finiscano per essere prese da un numero ristrettissimo di persone - i giudici costituzionali - che degli organi politici hanno ormai assunto il potere, ma che di tale potere NON RISPONDONO ALCUNO!

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