La nave ospedale "scalda" i motori, chiesto l'ok sui costi alla Protezione Civile

A renderlo noto è la Regione Fvg in una nota a margine del Comitato provinciale per l'emergenza. Critico il Movimento Cinque Stelle che chiede maggiore trasparenza sull'operazione. L'ira del sindacato: "Scelta scellerata"

All'operazione "Allegra", la nave ospedale che dovrebbe essere ormeggiata a Trieste ed ospitare pazienti affetti da CoViD-19 provenienti dalle case di riposo del capoluogo giuliano, mancano solo le autorizzazioni "finalizzate alla copertura dei costi" e che sono state richieste dalla Regione Friuli Venezia Giulia al Dipartimento nazionale della Protezione Civile. A renderlo noto è proprio la stessa amministrazione regionale a seguito del Comitato provinciale
per l'emergenza riunitosi oggi in videoconferenza e la cui convocazione era stata richiesta anche dal Prefetto di Trieste Valerio Valenti. 

Una conferma

Una notizia che dà quindi il la all'operazione che dovrebbe portare l'imbarcazione di proprietà di Grandi Navi Veloci (Gruppo Msc) nel porto di Trieste a breve. Quella della nave ospedale è una vicenda che non ha incontrato l'approvazione di molti rappresentanti politici della stessa parte politica. Il sindaco del capoluogo giuliano era stato tra i primi ad avanzare delle perplessità sull'operazione, come pure alcuni consiglieri regionali d'opposizione come Francesco Russo e Roberto Cosolini del Partito Democratico, e Andrea Ussai del Movimento Cinque Stelle. 

Le "accuse"

Sul banco degli imputati erano finiti i costi che dovrebbero aggirarsi sui 700-800 mila euro al mese. L'ospedale galleggiante - tecnicamente verrà trasformata in una Rsa - dovrebbe rimanere ormeggiata nel porto vecchio a Trieste per circa tre mesi. La stessa durata era emersa in un'offerta di lavoro per personale sanitario con sede proprio a Trieste e pubblicata sul sito della cooperativa Arkesis di Portogruaro, realtà che da anni opera a stretto giro anche con l'Azienda Sanitaria del Friuli occidentale. 

Niente da fare per gli albergatori, sfuma l'ipotesi

In quei giorni la Regione predicava calma e ufficialmente dichiarava come l'operazione fosse in stand by anche a causa della "rivolta" degli albergatori triestini guidati da Guerrino Lanci i quali si erano fatti avanti dando la loro disponibilità ad ospitare, in alcuni hotel, i pazienti affetti da Coronavirus. Una sorta di tira e molla conclusosi poi con la scelta della nave che, anche dopo la notizia della riunione, ha fatto andare su tutte le furie il sindacato FSI-USAE che ha definito l'operazione "scellerata".

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I dubbi dei Cinque Stelle

In ultimo, viene registrato "l'attacco" dei Cinque Stelle all'esecutivo regionale che mancherebbe di "trasparenza nella scelta". "La Giunta regionale non ha mai spiegato tale scelta e ora emergono dubbi anche sulle tempistiche per la ricerca del personale che opererà sull'imbarcazione” queste le parole del triestino Andrea Ussai. Oltre a chiedere chi siano i professionisti e il motivo alla base della scelta della nave piuttosto che degli alberghi, Ussai ha concluso chiedendo che venga chiarito il "caso" dell'avviso della coooperativa. Per il consigliere pentastellato infatti, l'annuncio sarebbe datato "17 aprile" vale a dire "con cinque giorni di anticipo rispetto alla manifestazione di interesse pubblicata dall'ASUGI". Infine, la nave risulta essere ancorata nel porto di Napoli dove, secondo indiscrezioni, sarebbe in corso una sorta di corsa contro il tempo per concludere i lavori di adattamento degli interni. 

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