Elezioni comunali 2016

Primarie Pd, l'ex europarlamentare Rossetti: «Riconosciuto il grande lavoro di Cosolini»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

NON XE MAI UN MAL SE NO XE UN BEN......

Aveva ragione Cosolini a dire che “non xe mai un male se non xe un ben” quando all’indomani della sfida di Russo aveva accettato il confronto delle primarie, prima ancora che il PD si pronunciasse. E il PD, con gli alleati del centro-sinistra, non aveva potuto che prenderne atto.

È stato un bene perché la sfida fuori tempo massimo (e quindi fuori delle regole) di Francesco Russo, il suo assillante tentativo di dettare le stesse regole delle primarie al di là della codificazione nazionale, i mezzi finanziari utilizzati ben al di sopra dei 4 mila euro concordati, hanno suscitato la reazione non solo dei gruppi dirigenti, ma anche di militanti ed elettori del PD. Che si sono mobilitati per il successo di Cosolini superando dubbi ed interrogativi che pure la sua gestione poteva aver suscitato e sui quali lo sfidante faceva leva.

È stato un bene perché in tre settimane Cosolini è stato capace di tirar fuori cifre, realizzazioni, progetti che prima non era riuscito a far conoscere; e la gente ha potuto fare il confronto tra la concretezza di questi dati e le fantasiose proposte del suo contendente. Alla promessa del Paese dei Balocchi una larga maggioranza non ha abboccato, malgrado il Gatto e la Volpe che consigliavano Francesco.
Il risultato ci consegna qualcosa di più di un candidato sindaco ulteriormente legittimato come amministratore; ci dà un leader politico affermato e riconosciuto come tale. Pronto per le amministrative, ma - in ogni evenienza - anche per una consultazione politica anticipata.  Giorgio Rossetti-2

Per questo sono convinto che il PD si muoverà davvero unito nei prossimi tre mesi e che nessuno guferà per poter dire “ve l’avevo detto”. Sarà un PD più consapevole delle carte che ha in mano, più attrezzato per il confronto con gli avversari di cui si conoscono i nomi, non i programmi; e quando si conosceranno, sarà un PD più smaliziato nel riconoscere le Copacabana di turno. Dunque, “non xe mai un mal se non xe un ben”.
Speriamo che anche l’informazione aiuti in questa distinzione, senza trincerarsi dietro il dovere di cronaca. Il programma di maggioranza illustrato da Cosolini un mese fa non si sarebbe dovuto liquidare come “un comizio di mezz’ora”: perché questa non è cronaca.

Resto dell’avviso che sia necessaria una seria riflessione sull’utilizzo di strumenti come i sondaggi o le primarie. Ma di questo parleremo dopo. In fin dei conti “domani è un altro giorno”

Giorgio Rossetti

Ex europarlamentare

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