Nuovo Isee, Fratelli d'Italia Trieste: «Sistema di calcolo da rivedere, Comune si attivi»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

"Non serve a nulla la doccia fredda fatta da Matteo Renzi in favore della SLA se poi a questa non seguono politiche adeguate e realmente partecipate per i diversamente abili" esordisce così Federica VERIN di Fratelli d'Italia.

Il nodo che pone è quello dell'ISEE, l'indicatore della situazione economica equivalente, più semplicemente uno strumento che dovrebbe misurare la condizione economica delle famiglie affinchè le stesse possano richiedere servizi socio - assistenziali a tariffe in linea con la loro capacità economica che, in esito al ricorso in appello al Consiglio di Stato, dovrà essere rivisto.

"Il tema è delicato e stà creando gravi incertezze nelle famiglie di persone con disabilità e nessuno ne parla offrendo una soluzione al problema".

Le modifiche introdotte al nuovo sistema di calcolo, in vigore dallo scorso gennaio, variavano i criteri e le modalità per la sua determinazione. Infatti trovavano inserimento tutta una serie di voci quali: le pensioni, gli assegni, gli assegni sociali così come le indennità per minorazioni civili, per invalidità sul lavoro, i contributi per la vita indipendente, gli assegni di cura.

VERIN evidenzia "Fratelli d'Italia aveva già proposto un emendamento alla Legge di Stabilità per dare un'immediata risposta alle famiglie che vivono situazioni di disabilità in quanto riteneva lesivo l'inserimento di queste indennità nel calcolo dell'ISEE. Il nostro emendamento non è stato accolto ed è stato cassato dallo stesso Ettore Rosato, capogruppo alla Camera per il PD, anche se già il TAR si era espresso negativamente sull'interpretazione dei criteri di calcolo precisando sin da subito che le indennità per una invalidità sono cespiti inadatti alla contribuzione in quanto contrari all'art. 3 della Costituzione".

Aggiunge "voglio ricordare che la battaglia delle famiglie di diversamente abili ha visto la proposizione di tre ricorsi al TAR, parzialmente accolti a febbraio 2015. Ebbene a queste tre sentenze il Governo doveva dare immediata risposta modificando l'intero impianto di calcolo, cosa che non è avvenuta. Ora la problematica è complessa e genera problemi nella sua applicazione e nella sua operatività perchè i software, i modelli e i controlli incrociati sono operativi con il supporto dell'INPS".

Precisa "serve una modificazione normativa che attui lo stesso percorso della modifica dell'ISEE del 2015. L'iter è abbastanza complesso e dopo la predisposizione di un emendamento rispettoso delle indicazioni del Consiglio di Stato e magari ulteriormente migliorative in alcune parti, è necessario il parere di una serie di organi dello Stato che vanno dalla Conferenza delle Regioni, alla Corte dei Conti, per passare al parere sia del Consiglio di Stato che della Camera e del Senato senza dimenticare l'approvazione del Consiglio del Ministri con relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per la successiva entrata in vigore a cui seguirà un Decreto Ministeriale per l'approvazione dei nuovi modelli per la DSU (dichiarazione sostitutiva unica) e della certificazione ISEE apportando infine le necessarie modifiche ai sistemi informatici dell'INPS".

Conclude "Sono attività piuttosto lunghe e nel frattempo il Comune di Trieste per tutto ciò che riguarda i servizi socio assistenziali ma anche le mense, gli asili nido, i ricreatori e i servizi integrativi scolastici, potrebbe rivedere le soglie e i criteri, in alternativa potrebbe applicare il sistema di calcolo dell'ISEE antecedente alle ultime modifiche introdotte a febbraio del 2015 perchè il cittadino diversamente abile al momento non ha alcuno strumento per poter rettificare in tempi brevi il proprio ISEE o per formulare un ISEE corretto rispetto alla sentenza del Consiglio di Stato mentre il Comune ha il dovere di dare immediate risposte".

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