Riforma Uti, ok da Sel Fvg: «Garantire autonomia e maggiori risorse ai comuni»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

L'assemblea regionale di SEL FVG, riunitasi mercoledì 17, dopo un'approfondita discussione ha votato a larga maggioranza un documento con 7 proposte per la riforma delle UTI e ha dato mandato al coordinatore regionale ed ai suoi rappresentanti regionali di sostenere tali proposte nel confronto politico con l'Assessore Panontin ed il resto della maggioranza.

«Siamo convinti della necessità di procedere con il riordino degli enti locali ma riteniamo fondamentale migliorare la riforma per renderla attuabile ed efficiente. 
In particolare, smascherando la battaglia strumentale di alcuni Sindaci di centrodestra, crediamo sia importante ascoltare tutti quegli amministratori locali che, pur condividendo le finalità della riforma, hanno espresso perplessità ed avanzato suggerimenti.


Se vogliamo davvero portare a compimento la riforma dobbiamo immaginare di definire maggiormente le UTI in accordo con le specificità e l'autonomia dei Comuni.

Per questo avanziamo le nostre proposte, certi che nella maggioranza regionale e negli enti locali vi sia un ampio consenso nel ricecare le più opportune soluzioni per migliorare la riforma avviata».

Qui di seguito le proposte:

  • sostenere l’avvio della riforma da parte degli enti locali che abbiano già aderito alle UTI ed evitare il commissariamento dei Comuni che non abbiano ancora approvato lo Statuto delle rispettive UTI;
  • favorire un confronto tra Comuni e Regione che, in ossequio ai principi di gradualità e condivisione tra gli enti locali, determini una riscrittura degli statuti delle UTI condivisa da tutte le amministrazioni locali, anche nel rispetto della minoranza slovena;
  • garantire l'autonomia dei Comuni nel definire le funzioni esercitate in forma associata dalle UTI (art.26 e art.27 L.R.26/2014) assegnando ad esse obbligatoriamente solo le funzioni inerenti i servizi sociali, la gestione del personale, la polizia locale, la pianificazione territoriale di livello sovracomunale e l'elaborazione di progetti a finanziamento europeo;
  • mantenere i trasferimenti ordinari a tutti i Comuni e fornire risorse aggiuntive alle UTI in misura proporzionale al numero di funzioni esercitate in forma associata;
  • ripensare in senso rafforzativo il ruolo dei subambiti creati all'interno delle UTI garantendo l'esercizio di funzioni specifiche per i territori individuati;
  • garantire maggiormente, tramite gli statuti delle UTI, l'espressione del parere dei Consigli comunali nelle decisioni inerenti le funzioni esercitate in forma associata;
  • favorire, anche tramite la riforma del comparto unico, la mobilità del personale da Provincie e Regione in favore delle UTI per garantire l'esercizio delle loro specifiche funzioni, contribuendo a ristabilire anche così le competenze pianificatorie della Regione e quelle esecutive dei Comuni.
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