Verin (Fdi): «Isee, le strade percorribili per ottenere giustizia»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

"C'è molta confusione nella corretta applicazione dell'ISEE. Il tema è delicato e stà creando gravi incertezze nelle famiglie di persone che vivono quotidianamente con una disabilità. Nessuno ne parla in modo corretto offrendo una soluzione al problema" esordisce così Federica VERIN, referente Area Sociale e Disabilità di Fratelli d'Italia.

Il nodo che pone è quello dell'ISEE, l'indicatore della situazione economica equivalente, più semplicemente uno strumento che dovrebbe misurare la condizione economica delle famiglie affinchè le stesse possano richiedere servizi socio - assistenziali a tariffe in linea con la loro capacità economica.

Le modifiche introdotte al nuovo sistema di calcolo, in vigore da gennaio 2015, avevano variato i criteri e le modalità per la sua determinazione. Infatti trovavano inserimento tutta una serie di voci quali: le pensioni, gli assegni, gli assegni sociali così come le indennità per minorazioni civili, per invalidità sul lavoro, i contributi per la vita indipendente, gli assegni di cura.

VERIN evidenzia "Fratelli d'Italia aveva già proposto un emendamento alla Legge di Stabilità per dare un'immediata risposta alle famiglie che vivono situazioni di disabilità in quanto riteneva lesivo l'inserimento di queste indennità nel calcolo dell'ISEE. Il nostro emendamento non è stato accolto ed è stato cassato dallo stesso Ettore Rosato, capogruppo alla Camera per il PD, nonostante il TAR si fosse già espresso negativamente, attraverso tre sentenze, molti mesi prima dell'approvazione della Legge di Stabilità, un lasso di tempo lungo in cui non è stato fatto nulla. Il TAR aveva immediatamente contestato l'interpretazione dei criteri di calcolo assunti dal Governo precisando che le indennità per una invalidità sono cespiti inadatti alla contribuzione in quanto contrari all'art. 3 della Costituzione".

Aggiunge "voglio ricordare che la battaglia condotta in prima linea dalle famiglie delle persone con disabilità ha visto la proposizione di tre ricorsi al TAR, che hanno trovato parziale accoglimento a febbraio 2015. Già allora il Governo avrebbe dovuto dare risposta allineandosi alle sentenze e modificando immediatamente l'intero impianto di calcolo. Ora la problematica è complessa e genera problemi nella sua applicazione e nella sua operatività perchè i software, i modelli e i controlli incrociati sono operativi con il supporto dell'INPS".

Precisa "serve una modificazione normativa che attui lo stesso percorso dell'ultimo aggiornamento del sistema di calcolo dell'ISEE avvenuto con decorrenza gennaio 2015. L'iter è abbastanza complesso e dopo la predisposizione di un emendamento, rispettoso delle indicazioni del Consiglio di Stato, è necessario il parere di una serie di organi dello Stato che vanno dalla Conferenza delle Regioni, alla Corte dei Conti, per passare al parere sia del Consiglio di Stato che della Camera e del Senato senza dimenticare l'approvazione del Consiglio del Ministri con relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per la successiva entrata in vigore a cui seguirà un Decreto Ministeriale per l'approvazione dei nuovi modelli per la DSU (dichiarazione sostitutiva unica) e della certificazione ISEE apportando infine le necessarie modifiche ai sistemi informatici dell'INPS che a quel punto funzioneranno correttamente".

"Sono purtroppo attività piuttosto lunghe ma nel frattempo è possibile mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno all'INPS, al CAF E all'Ente che ha erogato o che dovrebbe erogare il servizio in cui formalmente si chiede la rideterminazione dell'ISEE per il 2015 e per il 2016 per chi lo ha già fatto, e questo in base alle sentenze esecutive del TAR e alla definitiva sentenza del Consiglio di Stato. Nella lettera bisogna chiedere di escludere l'ammontare annuo dell'indennità percepite indicando il titolo a cui esse si riferiscono (indennità di frequenza, accompagnamento, indennità di comunicazione, ....) per poi chiedere di scorporare le franchigie nella misura massima anche per i maggiorenni così come disciplinato dalla sentenza. Infine bisogna chiedere all'Ente al quale è stato richiesto il servizio di ricalcolare l'ISEE e di restituire le somme non dovute. Ho saputo che per queste attività è a disposizione l'ADUC, Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori di Firenze che stà seguendo questa attività in concerto con il Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili di Roma che hanno seguito da vicino tutte le attività inerenti ai ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato".

Conclude " Mi sarei aspettata un'interpretazione del sistema di calcolo dell'ISEE favorevole ai soggetti fragili e deboli della società e non contro di essi. Questa scorretta interpretazione ha leso la dignità delle persone con disabilità e ha messo in stato di povertà molte famiglie italiane che già nel quotidiano lottano con spese ingenti per l'assistenza del proprio caro, poche delle quali sono compartecipate o gratuite".

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